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Asta Bot mostra lieve risalita dei rendimenti, titoli annuali collocati all’1,941%

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Domanda sostenuta ma rendimenti in lieve rialzo nella prima asta italiana di ottobre. Il Tesoro ha collocato Bot a 3 e 12 mesi per complessivi 11 miliardi di euro. Piazzati sul mercato Bot annuali per 8 miliardi di euro al rendimento medio dell’1,941%, in rialzo rispetto all’1,692% dell’asta su titoli di analoga durata tenuta lo scorso 12 settembre quando i rendimenti erano scesi ai minimi dal marzo 2012. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 1,77 volte rispetto al bid to cover di 1,65 della precedente asta. Collocati anche Bot trimestrali per 3 miliardi al rendimento medio dello 0,765% dallo 0,7% del mese scorso. L’ammontate di titoli di debito messi in collocamento dal Tesoro italiano è superiore rispetto ai 7,7 milioni di euro di Bot in scadenza in 15 ottobre, tutti relativi al titolo annuale. Domani è in agenda l’asta di titoli a medio termine (Btp a 3 anni). Settimana prossima (dal 15 al 18 ottobre) ci sarà la terza emissione dell’anno dei Btp Italia rivolti agli investitori retail con la possibilità di sottoscrivere i titoli (Btp quadriennali indicizzati all’inflazione italiana) anche direttamente online attraverso l’home banking.
A inizio settimana Bankitalia ha reso noto che a fine agosto l’ammontare di titoli di Stato detenuti dalle banche italiane è sceso a quota 316,4 miliardi di euro, contro i 317,4 miliardi di fine luglio. Nel portafoglio delle banche sono presenti Btp per 175,9 miliardi, Bot per 52,4 miliardi, Cct per 51,3 miliardi e Ctz per 27,1 miliardi.
Cannata: prossimo anno emissioni scenderà bisogno finanziamento per Italia
Minore bisogno di finanziamento e contestuale impegno ad allungare la vita media del debito italiano. Il direttore generale del dipartimento del Debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, in un’intervista riportata da Bloomberg, rimarca oggi che il prossimo anno il bisogno di finanziamento netto dell’Italia sarà inferiore di 20 miliardi di euro e sarà sicuramente un anno meno stressante a livello di emissioni con scadenze molto meglio distribuite nel corso dell’anno. La Cannata ha inoltre rimarcato l’intenzione di allungare la vita media del debito che alla fine di quest’anno stima pari a 6,7 anni. Per farlo c’è la necessità di lanciare un nuovo benchmark a 15 anni, “anche a 30 anni, perché no, sempre se riusciremo a verificare che la domanda è abbastanza forte per giustificarlo”, ha rimarcato  il direttore generale del dipartimento del Debito pubblico del Tesoro.
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