Asta Bot conferma impennata costo finanziamento debito, titoli a 6 mesi collocati al 6,5%

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 25/11/2011 - 11:57

Aumenta in maniera considerevole il costo di rifinanziamento per lo Stato italiano. La conferma arriva dall'asta di titoli governativi a breve scadenza tenuta oggi dal Tesoro con rendimenti in ascesa di 300 punti base rispetto a un mese fa. I Bot a sei mesi sono stati collocati a un rendimento medio del 6,508%, nuovo massimo dall'agosto 1997.

Il Tesoro italiano ha collocato titoli a 6 mesi per complessivi 8 miliardi di euro. In forte crescita il rendimento, salito al 6,504% dal 3,535% dell'asta dello scorso 26 ottobre di Bot con analoga scadenza. Si tratta del picco massimo di rendimento dall'introduzione dell'euro. Il bid to cover (rapporto tra domanda e offerta) si è attestato a 1,47 volte, in calo dall'1,567 del precedente collocamento di titoli a 6 mesi.  Netto aumento del rendimento richiesto anche nell'asta relativa ai Ctz a 2 anni. Il Tesoro ha collocato Ctz con scadenza settembre 2013 per 2 miliardi di euro. Il rendimento medio è salito al 7,814% dal 4,628% dell'asta di ottobre. Il bid-to-cover è stato di 1,594.

Lunedì il Btp Day, martedì nuovo importante test con asta Btp per 8 mld
Lunedì prossimo ci sarà il Btp Day con le banche aderenti all'iniziativa che consentiranno ai propri clienti di acquistare titolo di stato senza pagare alcuna commissione. L'iniziativa riguarda l'acquisto di titoli governativi sul mercato secondario, ossia quelli già in circolazione. Il secondo appuntamento del 12  dicembre riguarda invece titoli di nuova emissione.
Martedì 29 novembre ci sarà nuovo importante test con asta di Btp fino a un massimo di 8 miliardi. Nel dettaglio saranno emessi tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro di Btp a 3 anni, tra 1,5 e 2,5 mld di Btp scadenza marzo 2022, tra 1 e 2 mld di Btp scadenza settembre 2020.

Si accentua inversione della curva, spread ampiamente sopra i 500 punti base
Si accentua intanto l'inversione della curva dei rendimenti. Il rendimento dei Btp a 2 anni ha toccato  i nuovi massimi dall'introduzione dell'euro a quota 7,8%. Rendimenti a breve superiori a quelli a lunga scadenza (Btp 10 anni viaggia al 7,33%) che confermano l'inversione della curva avvenuta nei giorni scorsi e che solitamente anticipa l'ingresso in recessione, oltre all'aumento della percezione del rischio di solvibilità di un Paese nel breve termine. Va inoltre considerato l'effetto dovuto all'intervento sul mercato secondario da parte della Bce con gli acquisti che si concentrano sulle scadenza medio-lunghe, favorendo quindi una maggiore pressione sulla parte breve della curva.
Il differenziale di rendimento tra Btp a 10 anni e Bund di analoga durata si è riportato con decisione sopra i 500 punti base attestandosi a quota 508.
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