Assoimmobiliare critica le ipotesi di emendamento al decreto fiscale

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 18/07/2006 - 11:54
Reintroduzione del regime IVA e transfer tax al 4% sia per fondi immobiliari che per trading companies non piacciono ad Assoimmobiliare. Quelle che l'associazione ritiene le più probabili ipotesi di emendamento al DL 223 non rimuoverebbero infatti alcune problematiche, innanzitutto quelle legate al finanziamento dell'IVA. "In Italia - si legge in un comunicato di Assoimmobiliare - costa circa un punto percentuale all'anno. Se a un 4% in entrata si sommano 2-3 punti percentuali di costo del finanziamento IVA (in caso di operazione su un arco temporale di 2/3 anni) più un ulteriore 2% di sconto prezzo, si arriva agevolmente ad un 8-9% di maggior costo". Una prospettiva che lascia dire agli esperti di Assoimmobiliare che "la tassa di registro al 10%, uscita dalla porta, rientrerebbe dalla finestra". Lo scoglio fondamentale sarebbe dato dai tempi di rimborso dell'IVA, che in Europa viene rimborsata in soli 3-6 mesi e in Italia con una tempistica che va dai 2 ai 7 anni. "La proposta governativa - si legge ancora nel documento - sarebbe ancora più gravosa per le società che operano nella rivendita (entro 3 anni), per l'ovvio moltiplicarsi di risorse ad ogni passaggio, che per i fondi immobiliari".
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