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Assogestioni, il patrimonio dell’industria del risparmio gestito supera i 1.110 mld di euro

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Torna uno spiraglio di sereno sull’industria del risparmio gestito. Nel mese di gennaio il patrimonio ha superato la soglia dei 1.110 miliardi di euro con i deflussi che si sono ridimensionati (-707 milioni di euro) rispetto a quelli registrati a dicembre. È quanto emerge dalla mappa del risparmio gestito a gennaio 2007 diffusa da Assogestioni. Nel corso del primo mese dell’anno la distribuzione del patrimonio gestito lordo è rimata invariata rispetto alla rilevazione di fine anno e vede ancora al primo posto gli OICR aperti che rappresentano con i loro 579 miliardi di euro più della metà dell’intero patrimonio dell’industria. Secondo posto, invece, per le gestioni di prodotti assicurativi che rappresentano il 19,5% dell’intera Industria con un patrimonio lordo pari a 216,7 miliardi di euro. In aumento rispetto allo scorso mese i flussi negativi per le GPF retail che sono passati dagli oltre 114 miliardi di dicembre, agli attuali 113. Ad invertire la tendenza ci hanno pensato le altre gestioni che hanno registrato flussi per oltre 6,46 miliardi di euro con un patrimonio di circa 78,3 miliardi di euro (7,1% delle masse complessive).
In calo il patrimonio delle GPM retail che, a seguito dei deflussi registrati (-471 milioni di euro), si sono fermate a quota 86,9 miliardi. Patrimonio pressoché stabile per gli OICR chiusi, che hanno messo a segno flussi per 21 milioni di euro con masse superiori a 18,2 miliardi. Il mese di gennaio porta nelle casse delle Gestioni di Patrimoni Previdenziali 182 milioni di euro. È la positiva iniezione di denaro a sostenere le masse reggendole sopra la quota dei 17,8 miliardi di euro. I dati per categoria indicano flussi positivi per bilanciati, flessibili e hedge con i primi che hanno riportato flussi record per circa 4,5 miliardi di euro. 1,2 miliardi arrivano invece dai flessibili e 66 milioni dagli alternativi. Ma l’andamento di gennaio è stato contrassegnato anche dall’evoluzione negativa delle categorie degli obbligazionari (perde 4,2 miliardi di euro) e dei monetari (-1,9 miliardi di euro). Dopo una chiusura d’anno in positivo i prodotti non classificati sono tornati in territorio negativo, perdendo circa 173 milioni di euro con un patrimonio della categoria che resta saldamente ancorato alla terza posizione della classifica con 174 miliardi di euro. I prodotti azionari riducono notevolmente le perdite, che passano dai -890 milioni di gennaio agli attuali -105 portando il patrimonio oltre la soglia dei 166,9 miliardi di euro.