1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Assogestioni: 2012 da record, trend negativo per i fondi di diritto italiano

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Patrimonio da record per l’industria del risparmio gestito nel 2012. Secondo quanto comunicato da Assogestioni, l’anno si è chiuso con un risultato di poco inferiore ai 1.200 miliardi di euro, un di circa 7 miliardi superiore rispetto al record precedente registrato nel 2007.
 

 
L’ultima Mappa mensile del Risparmio Gestito ha rivelato a dicembre un saldo di raccolta netta negativo per 4,34 miliardi di euro che ha portato il bilancio del 2012 a quota -11,3 miliardi. Un risultato che nasconde il buon andamento delle gestioni collettive che, grazie anche ai 233 milioni raccolti a dicembre, chiudono il 2012 con un saldo positivo di 3,2 miliardi di euro, di cui 1,7 confluiti nei fondi aperti e 1,5 miliardi nei fondi chiusi.

 

 
Si segnalano poi i deflussi per oltre 14 miliardi di euro registrati dalle gestioni di portafoglio in dodici mesi e i -10,1 miliardi dei fondi monetari, mentre spiccano in positivo gli oltre 10,2 miliardi raccolti l’anno scorso dai soli fondi di lungo termine. Risultato che conferma la capacità dei fondi comuni di rispondere alle esigenze dei risparmiatori e porta il saldo di raccolta degli ultimi tre anni di questi strumenti (esclusi i monetari) a quota +18 miliardi, grazie soprattutto ai fondi obbligazionari che tra il 2010 e il 2012 hanno registrato un saldo positivo per oltre 33 miliardi di euro.

 

 
Prosegue, infine, il trend negativo dei fondi di diritto italiano che hanno chiuso l’anno scorso con 13,8 miliardi di deflussi, contro i +15,5 miliardi dei fondi di diritto estero.”Queste evidenze statistiche – commenta Alessandro Rota, direttore dell’Ufficio studi di Assogestioni – pur nel loro carattere generale, dimostrano quanto sia urgente per i gestori italiani che ancora collocano la gran parte dei propri prodotti tramite il canale bancario captive, differenziare le proprie politiche commerciali.

 

A maggior ragione se si considera il rischio, a dire il vero oggi più remoto di un anno fa, che la competizione con la raccolta bancaria diretta – e lo spiazzamento dei fondi e di altri prodotti d’investimento che a essa tende ad accompagnarsi – possa riprendere vigore”.