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Assofin: nessun allarme per l’indebitamento degli italiani

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“Non stiamo sovraindebitando gli italiani”. E’ la risposta di Assofin agli allarmismi diffusi anche nel nostro Paese dopo la crisi dei mutui sub-prime statunitense. Lo ha chiarito Valentino Ghelli, amministratore delegato di Linea e presidente dell’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare, parlando al V Forum delle Banche Locali organizzato da Business International e in svolgimento a Milano. “Siamo la popolazione meno indebitata a livello europeo – ha proseguito – e ad oggi gli indicatori sul rischio sono stabili o in diminuzione”.


 

Non sono dunque attesi contraccolpi dalla crescita esponenziale del credito alla famiglia, un mercato che dal ’99 a oggi è cresciuto da 30 a 90 miliardi di euro e a cui, stando ai dati citati nella conferenza, si è avvicinato almeno una volta il 50% delle famiglie italiane. Allo stesso modo, sempre ripercorrendo le parole del presidente di Assofin, non ci saranno problemi dall’estensione del mercato: “Anche se in questo momento la parola sub-prime fa paura, lo sviluppo del mercato nei prossimi anni sarà anche su fasce marginali della clientela delle banche”. La soluzione passerà però dall’adozione di una logica di pricing basata sul livello di rischio del cliente, rimuovendo la vecchia impostazione in cui i clienti venivano suddivisi in due fasce e dove al di sotto di un certa soglia il finanziamento veniva rifiutato. Nella pratica quindi si tenderà sempre più a un allargamento della base di clienti, applicando tassi maggiori via via che cresce il rischio legato al singolo cliente.


 


Ma questa è solo una delle ricette dettate per lo sviluppo del settore. Parlando nelle vesti di amministratore delegato di Linea, Ghelli ha messo in luce i segmenti che stanno contribuendo al successo della società, le aree su cui puntare: i prestiti personali e la cessione del quinto, definiti i prodotti più strategici del mercato. Perplessità invece sul credito finalizzato, fatto tramite società convenzionate. “Sull’auto ho il dubbio che il declino non sia lontano, cresce invece il credito non finalizzato, ed è una tendenza che continuerà, creando grosse opportunità per canali come le reti di sportelli e le reti agenziali”.

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