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Assinform: It in recessione, -9% nei primi sei mesi del 2009

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Il settore dell’innovazione tecnologica è entrato in crisi. Lo dimostrano i numeri diffusi oggi da Assinform sui primi sei mesi del 2009.  Nel suo complesso il mercato dell’Ict (informatica +telecomunicazioni) si è attestato a 30.347 milioni di euro (-4,5%). Una flessione più marcata rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi dello scorso anno, quando, dopo anni di crescita, si era contratto dello 0,6%.
In questo contesto ribassista, la frenata maggiore l’ha subita il mercato dell’informatica, con un decremento nell’ordine del 9 per cento. Al suo interno, l’hardware ha registrato il calo più pesante (-15,7%). Ma altrettanto preoccupante è il dato sul software, sceso del 4,1%, e sui servizi informatici, solitamente più lenti a reagire, che invece hanno subito un calo di -7,3%. 


Il quadro è allarmante. L’Italia appare come un Paese che sta letteralmente rinunciando a investire nell’innovazione e, di fronte alla crisi finanziaria, si difende ripiegando su se stessa. 
“In sei mesi la domanda di tecnologie informatiche  è diminuita del 9%, un risultato che rappresenta la peggiore performance semestrale dal 1991 a oggi – ha sottolineato Paolo Angelucci, presidente di Assinform -. L’arretramento riguarda tutti i comparti dall’hardware, al software ai servizi e tutti gli utilizzatori, dalle imprese, alla pubblica amministrazione, alle famiglie. Le nostre stime sull’occupazione indicano che, con questo trend, a fine anno saranno 20 mila i posti di lavoro persi”.
Che il trend sia negativo è confermano anche dai risultati arrivati dall’indagine congiuntale Assinform, che mette a confronto le risposte di un campione di aziende It a febbraio e luglio. Rispetto a febbraio il peggioramento del fatturato a luglio riguardava il 53,5% del campione (a febbraio il 44,4%), quello degli ordinativi il 54% (a febbraio era il 44,4%).

La priorità assoluta è una: limitare i danni, soprattutto all’occupazione. E per farlo Angelucci chiede interventi urgenti. “Diventa essenziale il ruolo delle banche, chiamate a finanziare le imprese che investono in It. Non solo bisogna anche accelerare sulla spesa pubblica già stanziata, migliorare l’uso delle risorse disponibili per la formazione, incentivare la rottamazione del software e da ultimo avviare il progetto Industria 2015 per l’It “.

In uno scenario “fosco” le note positive vengono dalla diffusione degli accessi Internet a banda larga, che interessa ora 12.055.000 utenti (+12,2% rispetto al primo semestre del 2008), per il 97% connessi con tecnologie XDSL e per il 3% in fibra ottica.