Asset Allocation: Il contesto economico continua ad essere favorevole alle azioni

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 16/04/2013 - 10:56

Di seguito pubblichiamo la strategia di
investimento di Swiss & Global Asset Management per il secondo trimestre
del 2013. Nell'analisi elaborata, Anton Oberhofer, Portfolio Manager di Swiss
& Global Asset Management, evidenzia come la crescita economica mondiale
mostri dei segnali di miglioramento. Pur notando come le direttrici di sviluppo
di America e Europa divergano, l'esperto continua a preferire le azioni per via
del loro potenziale di rialzo che ancora offrono.


La crescita dell'economia mondiale mostra segni di
miglioramento. Tuttavia, attualmente i due colossi, ossia gli Stati Uniti e
l'Europa, si muovono in direzioni chiaramente opposte. Nell'attuale contesto
continuiamo a privilegiare le azioni, poiché offrono ancora un potenziale di
rialzo.


Le dinamiche economiche negli Stati Uniti e in Europa
continuano a muoversi in direzioni opposte. I dati macroeconomici indicano che
l'area euro è ancora in recessione, mentre la ripresa congiunturale negli Stati
Uniti acquista slancio. In particolare, il mercato statunitense degli immobili
residenziali sembra aver superato il punto più critico ed è in fase di ripresa.
Non da ultimo, ciò dovrebbe imprimere nuovo slancio alla domanda di beni di
consumo, infatti con l'aumento dei prezzi degli immobili le famiglie tornano ad
avere un più ampio margine di manovra nel loro modello di spesa. Questa analisi
è sostenuta dal calo del tasso di disoccupazione e dal livello dell'indice dei
direttori degli acquisti, superiore a 50, ossia la soglia della crescita. Le
misure adottate dalla Fed stanno conseguendo i risultati auspicati. Quest'anno
negli Stati Uniti l'economia potrebbe riservare sorprese positive, sebbene i
dibattiti in materia di budget esortino alla prudenza. Eventuali tagli alla
spesa pubblica potrebbero penalizzare la crescita.


Lieve miglioramento nell'area euro


Lo sviluppo economico dell'area euro rimane debole. Persino
l'economia tedesca non evidenzia più il vigore degli ultimi mesi: l'intera area
euro è in recessione. Un aspetto positivo da segnalare è che il costo unitario
del lavoro in Europa sta diventando più omogeneo, sebbene l'Italia e la Francia
continuino a procedere in controtendenza. Sul fronte opposto, l'andamento
dell'attività creditizia appare eterogeneo. Mentre nei paesi "core" i prestiti
bancari tornano ad aumentare, nei paesi periferici continuano a evidenziare una
tendenza al ribasso. I tassi nell'area euro rimangono elevati, il che indica
che la politica monetaria accomodante della BCE, all'insegna di bassi tassi
d'interesse, non sta dando i suoi frutti nell'economia reale. Nel complesso,
tuttavia, prevediamo che nel corso del 2013 la situazione economica in Europa
registrerà un miglioramento.


Svolta in Giappone


In Giappone la politica economica ha assunto una nuova
direzione e cerca di stimolare l'economia e spingere al rialzo le aspettative
di inflazione attraverso una politica monetaria estremamente espansiva. Sinora
gli effetti di tali misure si sono manifestati nel tasso di cambio e nella
performance del mercato azionario. L'andamento reale dell'economia, invece, non
lascia ancora intravedere segnali di
miglioramento. I mercati emergenti vengono penalizzati in misura sempre
maggiore dalla debolezza dei paesi industrializzati. Fa eccezione la Cina, che
ha perlopiù superato le aspettative.


Asset allocation: i riflettori rimangono puntati
sulle azioni


L'attrattiva relativa delle asset class viene determinata
mediante la valutazione e le prospettive economiche. La nostra politica
d'investimento continua a concentrarsi sulle azioni. In base al rapporto
prezzo/utili medio, attualmente le azioni presentano valutazioni più elevate,
ma ravvisiamo ancora un potenziale di rialzo. Fintanto che proseguirà, la
politica monetaria espansiva della Fed dovrebbe sostenere i mercati azionari.
Per quanto riguarda le obbligazioni, manteniamo il sovrappeso sulle emissioni
societarie e ricerchiamo rendimenti aggiuntivi nei mercati emergenti.
Continuiamo a sottopesare il mercato obbligazionario svizzero.


Le nostre previsioni indicano una ripresa economica che
probabilmente porrà termine al contesto di tassi d'interesse estremamente
bassi. Gli immobili sono richiesti in ragione dei dividend yield più elevati
rispetto ai titoli di Stato e della parziale protezione dall'inflazione.
Acquistiamo investimenti immobiliari indiretti, in particolare nei paesi con
bassi tassi d'interesse, come alternativa ai titoli a reddito fisso.

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