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Asia stesa dai bancari, Tokyo sfiora i minimi a due mesi – PRIMA NOTA

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Seduta pesante sui mercati asiatici, affossati dai titoli bancari e dalle preoccupazioni di più forti contraccolpi, ancora una volta, della crisi sub-prime. Questa volta a dare lo spunto per le vendite sono state le nuove svalutazioni annunciate da Citigroup per una cifra compresa tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari e le dimissioni del ceo e presidente del gruppo Charles Prince.


 

Il Nikkei 225 giapponese ha chiuso ai livelli minimi delle ultime sette settimane, con un calo dell’1,5% a 16268 punti, con i finanziari protagonisti in negativo. Mitsubishi Ufj Financial ha perso il 2,8%, Mizuho Financial Group ha ceduto il 2,1 per cento. Ironia della sorte, il titolo Citigroup ha fatto oggi il suo debutto proprio sul mercato nipponico, dove ha chiuso la seduta in controtendenza, con un rialzo di circa il 5 per cento.

 

In calo anche gli altri mercati dell’Asia-Pacifico. In forte flessione in particolare la piazza di Hong Kong (attualmente in calo di oltre il 3%), dopo che la stampa internazionale ha riferito nel week-end dichiarazioni del premier cinese Wen Jiabao, secondo cui il Paese necessiterebbe di ulteriori norme tese a regolare le fuoriuscite di fondi da parte di investitori cinesi verso il mercato di Hong Kong. In calo anche Shanghai, in flessione del 2,48% quando manca circa un’ora e mezza al termine delle contrattazioni. Da segnalare sulla piazza cinese il buon debutto del titolo PetroChina, nel momento in cui si scrive in rialzo del 2,4%.