L'Asia si prende una pausa (Fondionline.it) -2

Inviato da Redazione il Mar, 10/04/2007 - 10:19
Entrambi i governi hanno iniziato a prendere misure per prevenire un eccessivo surriscaldamento delle proprie economie. L'Asian Development Bank pronostica che, nel caso in cui le autorità di Pechino riescano a mantenere il deficit fiscale al di sotto dell'1% del Pil e la Banca Centrale continui ad aumentare i tassi di interesse, la Cina dovrebbe riuscire a decelerare la sua crescita fino al 10% nel 2007 e al 9,8% nel 2008 (anche nel caso in cui si tenga in debito conto l'impulso fornito dai Giochi Olimpici al consumo privato e alle esportazioni.
In India, che ha registrato una crescita record lo scorso anno, l'inflazione si è impennata fino al 6% in conseguenza del boom del settore edilizio e del rapido incremento del credito. Se i tassi di interesse salgono e il governo di Nuova Delhi consente un leggero apprezzamento della rupia, l'Asian Development Bank calcola che il credito destinato all'edilizia e alla compravendita di immobili subirà un calo, e con esso l'intera crescita economica (che sarà dell'8% nel 2007 e dell'8,3% nel 2008).
Non tutto è roseo. Due fattori che preoccupano gli economisti sono l'incertezza politica in Tailandia e l'impatto sui mercati derivante dalla volatilità delle Borse internazionali. Anche in siffatto scenario, la Banca sostiene che i rischi tradizionali come l'instabilità dei prezzi, i tagli delle forniture di energia, il protezionismo o l'incertezza geopolitica hanno subito una battuta d'arresto.
In occasione della presentazione del suo report, l'Asian Development Bank ha invitato i governi asiatici a fare un uso più efficiente delle enormi riserve valutarie accumulate -circa 2,3 billions di Usd investiti per lo più in assets a breve scadenza e bassa redditività - per combattere la povertà in India e Cina (i paesi più poveri e, contemporaneamente, dotati delle più ingenti riserve di divisa). La Banca sottolinea che solo la metà di tali risorse è necessaria per adempiere agli obblighi derivanti dai debiti contratti, ragion per cui rimarrebbe un trilione di dollari da investire in assets a redditività più elevata per riuscire nell'intento di soddisfare le necessità basiche della popolazione. A cura di www.fondionline.it
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