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Asia: Fmi vede alcuni rischi, ma crescita sostenuta nel 2013 grazie alla domanda interna

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Non c’è crisi in Oriente. Le economie dell’Asia-Pacifico continueranno a crescere a un ritmo sostenuto grazie alla robusta domanda interna. Lo prevede il Fondo Monetario internazionale nel suo ultimo rapporto Regional Economic Outlook, diffuso oggi. L’istituto guidato da Lagarde prevede una crescita della regione di circa il 5,75% quest’anno.

La stima, seppur sostenuta, è stata rivista al ribasso rispetto al +5,9% stimato in precedenza. Sull’area, che comprende anche Australia, Nuova Zelanda e i Paesi dell’Asia meridionale come India e Sri Lanka, si affacciano infatti alcuni rischi. Sebbene le prospettive rimangano favorevoli, l’Fmi segnala squilibri finanziari e l’aumento dei prezzi di alcuni asset. I polymaker in Asia dovranno quindi rimanere in guardia e muoversi su una linea sottile tra bolle speculative e continuo stimolo alla crescita: “La politica monetaria deve essere pronta a rispondere presto e con decisione ai rischi potenziali di surriscaldamento”, si legge nel report.

La Cina rimarrà il motore di crescita della regione, anche se rimane un rischio di rallentamento. Il Pil del Dragone dovrebbe segnare un miglioramento dell’8% e 8,2% nel 2013 e nel 2014 rispettivamente. Mentre la crescita nelle economie del Sudest asiatico rimarrà stabile al 5,5% nel 2013 e 2014, secondo il rapporto.