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Arriva on line il prestito sociale per gli italiani

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Internet pronto a rivoluzionare anche le forme di credito In Italia? Per il momento è ancora prematuro dare una risposta. Quello che è certo è lo sbarco in questi giorni anche nel nostro Paese del fenomeno del Social Lending, ovvero il prestito sociale. I siti web diventano i punti d’incontro virtuali in cui è possibile richiedere e offrire denaro. Una delle community nata in Gran Bretagna e recentemente giunta anche nel Belpaese è Zopa, in cui la gente si scambia il denaro in prestito, lasciando da parte le banche e le finanziarie. In questa prima fase la filiazione italiana è operativa solo su invito e da gennaio 2008 sarà aperta a tutti. Questo portale è stato il primo esempio di social lending a livello internazionale. Dopo l’esperienza di Zopa, altri siti di questo tipo sono sorti in giro per il mondo – Prosper e LendingClub negli Usa e Smava in Germania tra gli altri, estendendo il sistema dei prestiti peer to peer. L’altra realtà che opererà in Italia si chiama Boober, proprietà di un’azienda olandese che ha creato una joint venture per l’Italia con Centax.


Il meccanismo di Zopa

Ma come funziona Zopa attiva dal 14 novembre in Italia? Il sito funge da vero e proprio intermediario. Il meccanismo utilizzato da Zopa, che sta per “Zona di possibile accordo” segue le orme del modello britannico. In Zopa chi ha denaro a disposizione lo presta direttamente a chi lo cerca in prestito. Dopo l’iscrizione al sito (in questa prima fase l’accesso avviene solo su invito) si può accedere al sistema prestiti e inserire la somma desiderata e ottenere il tasso applicato.
Il sistema permette di mantenere sempre il controllo sul proprio denaro e sapere come viene utilizzato. Per far funzionare correttamente questo mercato Zopa ha inserito una serie di controlli. Innanzi tutto, c’è il controllo del profilo di credito di chi cerca un prestito a cui viene assegnata una classe. I prestatori fanno poi le loro offerte e specificano la durata e il tasso. Il passo successivo sarà poi quello in cui il richiedente valuta i tassi offerti e se lo attirano chiede il prestito. Se non apprezza i tassi, può anche ritornare in seguito.
Per ridurre i rischi, i “prestatori Zopa” prestano solo piccole porzioni ad un singolo richiedente. In dettaglio, un prestatore che offre 500 euro o più ha il prestito frazionato su almeno 50 richiedenti. Piccole somme che al momento non sembrano preoccupare le banche e le finanziarie.
Appena viene trovato l’accordo, i richiedenti firmano un contratto in cui si riconoscono debitori dei prestatori.
Il pagamento delle rate mensili da parte dei richiedenti avverrà via bonifico automatico (Rid). Se una rata non viene pagata, una società recupero crediti si aziona con gli stessi meccanismi usati normalmente dalle banche.
Cosa ci guadagna Zopa? Da queste operazioni il guadagno è generato dal pagamento da parte dei richiedenti di una commissione sulla transazione (più una piccola quota fissa non ancora ben specificata) e ai prestatori una commissione annuale di servizio.

 

Link ai siti di Zopa (www.zopa.it) e Boober (www.boober.it)