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Arresto discesa Pil dettato soprattutto da aumento scorte, domanda interna ancora debole (analisti)

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La revisione al rialzo del Pil italiano del terzo trimestre da -0,1% t/t a zero permette all’economia del Belpaese di evitare un segno negativo su base congiunturale dopo otto trimestri consecutivi di flessione. “Il dettaglio delle componenti non è però molto confortante – sottolinea Paolo Mameli, senior economist del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo – in quanto mostra sia un contributo negativo del commercio con l’estero (-0,3% t/t) vista la crescita dell’import (2% t/t) assai più marcata di quella dell’export (0,7% t/t), sia una ulteriore contrazione della domanda domestica finale (consumi -0,2% da -0,5% t/t, investimenti -0,6% t/t da zero; la spesa pubblica è rimasta ferma come nei tre mesi precedenti)”. L’economista di Intesa Sanpaolo rimarca pertanto che l’attività economica ha evitato un segno più negativo di quello del trimestre precedente solo grazie all’aumento delle scorte, il cui contributo al PIL è stato di +0,5% t/t, specularmente rispetto al -0,4% t/t del trimestre estivo.
“Il deciso contributo positivo delle scorte, che potrebbe invertire nel trimestre in corso, pone dei rischi al ribasso sulla crescita del 4° trimestre – aggiunge Mameli – e quindi riteniamo che la ripresa negli ultimi tre mesi dell’anno sarà modesta e probabilmente limitata ad un decimo di punto percentuale su base congiunturale”: La previsione dell’Ufficio Sudi di Intesa Sanpaolo è di un PIL in calo di -1,8% nel 2013 e in ripresa di 0,5% nel 2014.