Armani Spa, a re Giorgio i super poteri della maison

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Giorgio Armani vuole decidere ancora da solo il destino della sua casa di moda. In realtà ha sempre gestito la sua azienda, di cui è proprietario al 100% e presidente, e come un patriarca facendo sedere al tavolo del consiglio di amministrazione solo quattro persone di massima fiducia: la sorella Silvana e la nipote Silvana oltre due storici collaboratori: il responsabile dell’ufficio stile uomo Pantaleo Dell’Orco e il direttore generale Gianni Gerbotto. Ma il 27 giugno scorso riconfermando le cariche del board che scade ogni tre anni, ha anche rinnovato la propria esclusiva sulle principali deleghe operative. E in particolare, secondo quanto si legge nel verbale dell’ultima assemblea della Giorgio Armani Spa, svoltasi a fine giugno: “La cessione e/o la costituzione dei diritti reali per un valore superiore ai 500mila euro incluse le licenze d’uso aventi oggetto marchi o diritti di proprietà industriale o intellettuale di cui sia titolare la società; la cessione di partecipazioni in società o aziende che abbiano nel proprio patrimonio o nel patrimonio di loro controllate marchi, diritti di proprietà industria e o intellettuale” e infine la cessione di “partecipazioni in società o enti di altra natura che comportino un corrispettivo superiore a un milione di euro”. al presidente sono conferiti inoltre, “tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione” fatta eccezione per quelli riservati all’assemblea a norma di legge.