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L’Argentina e quel rischio di un default bis, i fondi pensione passano allo Stato

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Dopo l’Islanda, l’Ungheria, l’Ucraina, un altro anello debole della finanza globale rischia di spezzarsi: è l’Argentina di Cristina Fernandez de Kirchner, il cui indice azionario chiamato Merval ha perso martedì l’undici percento e ieri un altro 16 per cento, con ripercussioni anche sulle Borse europee in particolare quella di Madrid scesa dell’8,25 per cento. Era inevitabile che la nuova crisi argentina riaprisse le ferite del 2001, quando il default su 95 miliardi di dollari del suo debito pubblico ebbe conseguenze drammatiche per centinaia di migliaia di risparmiatori in giro per il mondo che avevano acquistato quei bond. Il rischio adesso è di un default bis, come induce a pensare la manovra del governo di Buenos Aires, che l’altro ieri ha annunciato la nazionalizzazione dei dieci maggiori fondi pensione privati che hanno asset per 29,5 miliardi di dollari.