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Argentina default: governo avvia indagine presso la Sec per manovre fraudolenti

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L’Argentina avvia un’indagine sulle manovre che hanno portato al default selettivo del Paese e chiede un’azione anche da parte delle autorità di mercato statunitense. In una conferenza stampa, il capo di Gabinetto, Jorge Capitanich, ha fatto sapere che la Comisión Nacional de Valores aprirà una inchiesta sulle manovre dei fondi speculativi ritenute fraudolenti presso la Sec (la Consob americana). L’Argentina denuncia un meccanismo che ha favorito i fondi speculativi statunitensi. Questi infatti detengono allo stesso tempo i bond argentini ristrutturati e i Cds (Credit default swap, vale a dire le assicurazioni contro il default) che sono scattati con il default selettivo del Paese, avvenuto con la sentenza di Griesa, favorendo dunque ingenti guadagni. 
Capitanich ha inoltre espresso l’insoddisfazione per l’atteggiamento da parte del mediatore Daniel Pollack. “Il mediatore non deve essere un portavoce delle richieste dei fondi avvoltoio – ha detto il capo di Gabinetto argentino – ma una persona che capisce l’entità del problema e le sue conseguenze”. Nel mirino di Buenos Aires anche il giudice americano, Thomas Griesa, che ha bloccato i fondi depositati a New York per pagare gli obbligazionisti che accettarono la ristrutturazione del debito. Capitanich non ha escluso nemmeno il coinvolgimento della Corte internazionale dell’Aja. 
Mercoledì notte l’Argentina è caduta in default selettivo, dopo il fallimento delle trattative sul debito con i fondi “avvoltoi” statunitensi. La prima scadenza sul debito ristrutturato è infatti stata superata senza che sia stato effettuato il pagamento, in quanto i fondi argentini (seppure sufficienti a coprire la somma) sono stati bloccati dopo la sentenza del giudice americano Thomas Griesa che ha ordinato a Buenos Aires di pagare prima di tutto i fondi speculativi per una cifra pari a 1,3 miliardi di dollari.