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Argentina: costo del denaro balza al 60%, il peso va a picco

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Nuova stretta al costo del denaro da parte del Banco Central de la República Argentina (BCRA). Con l’intento di provare a fermare la svalutazione del peso, il Consiglio di Politica monetaria dell’istituto con sede a Buenos Aires ha annunciato di aver incrementato il tasso di riferimento dal 45 per cento, livello fissato lo scorso 13 agosto, al 60%. 17 giorni fa l’istituto si era impegnato a tenere i tassi fermi fino almeno ad ottobre.

Le vendite di peso, intensificatesi nelle ultime sedute dopo che le autorità hanno chiesto al Fondo monetario internazionale di accelerare i pagamenti previsti dal piano di 50 miliardi di dollari, oggi hanno spinto il cross con il biglietto verde verso nuovi massimi storici di poco sotto i 39 ARS (38,969). Da inizio anno, il cambio USDARS è salito di quasi 90 punti percentuali.

Di riflesso, i Credit Default Swap sul debito argentino, la polizza per assicurarsi contro il fallimento del Paese, hanno messo a segno un balzo di circa 60 punti portandosi in quota 715 punti base.

Intervenuto in televisione, il presidente Mauricio Macri ha annunciato che “i finanziamenti del FMI permetteranno al Paese di tornare a crescere il più presto possibile” promettendo che il Paese metterà in campo “tutti gli sforzi fiscali necessari”. Ma la mossa non sembrerebbe aver calmato gli animi. Inutile anche l’intervento del capo di gabinetto del governo, Marcos Pena, che ha negato l’ipotesi di un rimpasto di governo. “Non siamo di fronte ad un fallimento economico, si tratta di un processo di trasformazione. In questo processo di sono momenti più difficili di altri”.

Nonostante un’accoglienza positiva, l’esecutivo ha progressivamente dilapidato il credito concessogli del mercato. Una serie di scelte sbagliate, che quest’anno dovrebbero portare a un calo del Pil di circa un punto percentuale in un contesto di inflazione in quota 30%, stanno portando il Paese sull’orlo del baratro.

Ieri l’istituzione guidata da Christine Lagarde ha spiegato che il Fondo lavorerà con l’Argentina “per rafforzare l’accordo e riesaminare le fasi (di esborso di denaro) del programma di aiuti”. “In considerazione di condizioni di mercato più avverse, che non erano state completamente anticipate nel programma originale con l’Argentina, le autorità lavoreranno per rivedere il piano economico del governo con l’obiettivo di isolare meglio l’Argentina dai recenti cambiamenti nei mercati finanziari globali, anche attraverso politiche monetarie e fiscali più forti e un approfondimento degli sforzi per sostenere i ceti più vulnerabili”.