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Arabia Saudita torna ad aumentare l’offerta. Sell off sul petrolio, scivola fin sotto $48

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Effetto Opec sui prezzi del petrolio, con il contratto WTI scambiato a New York che torna sotto la soglia di $48. I prezzi scontano la notizia della decisione dell’Arabia Saudita di tornare ad aumentare la produzione al di sopra della soglia di 10 milioni di barili al giorno nel mese di febbraio, ripristinando così un terzo circa dei tagli operati a gennaio. A riferirlo è stata la stessa Arabia Saudita, a dispetto dell’accordo che era stato siglato tra i paesi membri dell’Opec lo scorso anno, per un taglio concertato dell’output.

In realtà, Bloomberg fa notare che a gennaio il Regno saudita aveva tagliato la propria offerta più del dovuto, attenendosi a quanto concordato. Il parziale dietrofront è arrivato a febbraio, con la produzione che è stata aumentata di 263.000 barili al giorno, a 10,011 milioni di barili al giorno.

I numeri inviati all’Opec da Riyadh contrastano tuttavia con le stesse stime del cartello, che aveva previsto un ulteriore calo della produzione saudita, a febbraio, pari a –68.100 barili al giorno, a 9,797 milioni al giorno. 

La discrepanza tra i dati sauditi e quelli dell'Opec

I timori rinnovati su un aumento della produzione di petrolio hanno avuto un effetto immediato sulle quotazioni di New York, che sono scivolate fino a oltre il 2% a $47,28 al barile. Bassi i volumi di scambio, inferiori del 18% circa rispetto alla media degli ultimi 100 giorni. Smobilizzi anche sul Brent, che testa i nuovi minimi del 2017, a $50,59, in calo di quasi -1,5%.

Da segnalare che, anche ai livelli attuali di produzione l’Arabia Saudita non avrebbe comunque tradito l’accordo concluso lo scorso 30 novembre tra i paesi dell’Opec.

La decisione tuttavia alimenta qualche sospetto, soprattutto se messa in relazione all’avvertimento che era stato lanciato la scorsa settimana dal ministro dell’Energia saudita Khalid Al-Falih. In quell’occasione, Al-Falih aveva detto espressamente che il Regno non si sarebbe accollato il fardello di chi avrebbe approfittato dell’intesa”.  

Il riferimento è ad altri paesi, Opec e non Opec, che avevano promesso tagli all’offerta – come Russia, Iraq e Emirati Arabi Uniti –, che risultano tuttavia ancora non noti. 

Dai dati di Riyadh emerge in ogni caso che, a un valore di 10,011 milioni di barili al giorno, la produzione saudita è tuttora al di sotto della soglia imposta dall’accordo, pari a 10,058 milioni di barili al giorno.