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Arabia Saudita: principe Alwaleed torturato e interrogato da mercenari Usa ex Blackwater

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Il principe Alwaleed bin Talal, noto nel mondo dell’alta finanza per aver acquistato partecipazioni nei colossi di Wall Street, del calibro di Apple, Twitter e Citigroup, e in manette dallo scorso 6 novembre a causa della maxi retata con cui la famiglia reale saudita ha arrestato principi, uomini politici e uomini di affari, si troverebbe tuttora all’hotel Ritz Carlton della capitale saudita Riad, sottoposto a torture nel corso di diversi interrogatori, così come altri detenuti.

E’ quanto riporta il Daily Mail, aggiungendo che a condurre gli interrogatori sarebbero alcuni dipendenti di Academi, ex Blackwater, società contractor americana che ha fatto parlare molto di sé già ai tempi della guerra in Iraq e in Afghanistan.

A fare il nome di Blackwater è stato anche il presidente libanese. Tuttavia Academi, la ‘nuova’ Blackwater, ha negato fermamente di essere coinvolta nel caso e anche di essere presente in Arabia Saudita.

La famiglia reale, secondo la fonte, avrebbe confiscato più di 194 miliardi di dollari dai conti bancari degli arrestati, sequestrando anche altri asset.

“Li stanno picchiando, torturando, schiaffeggiando, insultando. Vogliono spezzarli”, ha detto la sorte al DailyMail.com, facendo riferimento agli interrogatori e torture messi in atto da “mercenari americani”.

Alwaleed è stato arrestato nell’ambito di una maxi operazione di corruzione, che è stata lanciata dal re saudita Mohammed Salman, e che ha fatto scattare il mandato di arresto per 11 principi e 38 tra funzionari politici – tra cui ministri ed ex ministri – e uomini di affari.

Investitore e filantropo, il principe Alwaleed è anche corso in aiuto del presidente Donald Trump, tra il 1991 e il 1995, anni in cui l’impero immobiliare del tycoon newyorchese ha attraversato un periodo di forti difficoltà.

Bin Talal ha acquistato uno yacht e ha investito nel Plaza Hotel di Trump. Ma i rapporti tra i due miliardari si sono con il tempo esacerbati. Tanto che nel 2015 il principe ha lanciato un chiaro appello a Trump affinché si dimettesse dalla corsa all’Election Day.