1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

L’Arabia saudita cerca capitali per riconvertire la sua economia petrolio-dipendente

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
 
 
 
La ricca Arabia Saudita è entrata in una fase economica complessa e la sua Borsa valori ha accumulato un significativo ritardo sulla maggior parte dei listini del Consiglio di Cooperazione del Golfo (l’organizzazione che riunisce i sei Paesi del Golfo Persico) con l’indice Tadawul sceso del 14% da gennaio, contro i guadagni segnati da tutti gli altri indici della regione, tra i quali spicca il +11,5% della Borsa di Dubai. “Il declino del mercato azionario arabo riflette direttamente le difficoltà economiche del Paese e il crescente divario di crescita tra l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti”, è il commento di Christopher Dembik, Head of Macro Analysis di Saxo Bank.
 
Economia in frenata
 
Secondo il Fondo monetario internazionale lo scenario più ottimistico prevede per l’Arabia una crescita del Pil dell’1,2% quest’anno rispetto all’1,5% del 2015 e all’1,80% del 2014, mentre dovrebbe attestarsi al 3% per Dubai. Ironia della sorte, l’Arabia Saudita è una delle principali vittime della guerra del prezzo del petrolio che ha avviato lei stessa a metà del 2014 e che ha spinto le quotazioni prezzi sotto i 30 dollari al barile nei primi mesi dell’anno. Il declino dei ricavi provenienti dall’export di petrolio e gas nel 2015 è stato del 10% per la Nigeria, del 25% per il Venezuela e del 20% per l’Arabia saudita sul 2014.
 
Visione saudita 2030
 
A fronte di un periodo economico difficile il Regno ha capito che deve trasformare la sua economia per ridurre la dipendenza dal petrolio, attraverso lo sviluppo di nuove industrie e la promozione del turismo – dice Dembik – Tuttavia la questione chiave per il momento è che il piano di trasformazione ambizioso che è stato rivelato pochi mesi fa, la cosiddetta “visione saudita 2030”, è in stand-by”. Come spiega lo strategist, il piano di trasformazione dell’economia araba non ha ancora comportato alcuna realizzazione concreta, e questo ha generato impazienza e frustrazione tra gli investitori, che hanno voltato le spalle al mercato azionario locale preferendo investire in altri luoghi, come Dubai o Abu Dhabi.
 
Porte spalancate agli investimenti esteri
 
In ogni caso il mercato dei capitali in Arabia Saudita non è sufficientemente sviluppato da permettere a Riyadh di raggiungere i suoi obiettivi economici. Pertanto la priorità assoluta del governo dovrebbe essere quella di aprire il mercato finanziario agli investitori stranieri e attuare una regolamentazione finanziaria flessibile. “Fornire più liquidità al mercato, come è stato fatto di recente, è un passo nella giusta direzione”, dice Dembik. Che conclude: “Questo trend contribuirà a ridurre i tassi di interesse, ma renderà anche più attraente la piazza finanziaria saudita e permetterà al programma nazionale di trasformazione dell’economia di avere successo”.