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L’Arabia prepara l’Ipo del gigante oil Saudi Aramco, potrebbe capitalizzare cinque volte più di Apple

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Il 2016 potrebbe vedere l’approdo in Borsa della più grande società petrolifera al mondo, Saudi Aramco. Approdando in Borsa la società saudita potrebbe balzare direttamente in testa alla classifica mondiale per capitalizzazione, ben al di sopra di quella di Apple (pari a 534 mld di dollari). Basandosi sulle sue riserve di petrolio (260 mld di barili) e con una stima conservativa di circa 10 dollari al barile, Bloomberg indica 2.500 miliardi di dollari la possibile valutazione di Aramco.

Il colosso saudita possiede la quasi totalità delle risorse di idrocarburi del paese arabo controllando riserve petrolifere 10 volte superiori a quelle di Exxon Mobil, seconda società al mondo per capitalizzazione. 

Saudi Aramco ha confermato che sta pensando all’Ipo valutando diverse opzioni strategiche. In una nota diffusa oggi Saudi Aramco ha riferito che sta studiando varie opzioni per consentire un’ampia partecipazione del pubblico nel suo patrimonio attraverso la quotazione sui mercati dei capitali di una percentuale adeguata di azioni della società e/o la quotazione di società controllate. Una volta che lo studio di queste diverse opzioni sarà completo, i risultati saranno presentati al consiglio di amministrazione dell’azienda di amministrazione che a sua volta farà raccomandazioni al Consiglio Supremo di Aramco. La società a controllo statale sottolinea che questo processo “rafforzerà l’attenzione della società sulla sua visione a lungo termine di diventare leader nel settore energetico e chimico nel mondo”. 
L’ipotesi Ipo era anticipata ieri da Muhammad bin Salman, ministro della Difesa dell’Arabia Saudita e secondo nella linea di successione al re Salman bin Abdulaziz Al Saud. Nell’intervista concessa all’Economist, il ministro saudita ha specificato che l’Ipo di Aramco dovrebbe far parte di un pacchetto più ampio di riforme economiche spiegando che con la quotazione si renderebbe la società più trasparente. Il governo di Riyadh punta a privatizzare diversi settori dell’economia saudita e deregolamentare i mercati.
Sul mercato, secondo fonti riportate dalle principali agenzie di stampa, andrebbe inizialmente solo una quota del 5% del capitale di Aramco, per poi aumentare gradualmente l’apertura al mercato.