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Appuntamenti della settimana: mercati attendono riunione chiave della Fed su tassi. Domenica Grecia al voto

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La riunione chiave della Federal Reserve (Fed) è l’appuntamento clou di questa settimana. Giovedì 17 settembre al termine della due giorni di meeting del comitato operativo della banca centrale americana (Fomc, Federal Open Market Committee) si saprà se avverrà o meno il tanto discusso primo rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti (Negli Stati Uniti i tassi sono fermi in una forchetta compresa tra 0 e 0,25%, livello al quale sono dal dicembre 2008). Adesso, secondo molti, i tempi potrebbero essere maturi per iniziare il cammino verso la “normalizzazione” della politica monetaria negli Usa. 
L’economia americana ha mostrato chiari segnali di ripresa: in particolare, il mercato del lavoro continua a migliorare, con la disoccupazione scesa al 5,1% ad agosto e il numero di nuovi occupati da tempo sopra le 200 mila unità. Ma le evidenze nazionali poterebbero non essere sufficienti per spingere la governatrice della Fed, Janet Yellen (nella foto), a premere il grilletto: se le condizioni dell’economia sono davvero buone, permangono ancora forti i timori sulle prospettive di crescita della Cina e si guarda con apprensione alle possibili ripercussioni sugli emergenti, e più in generale sull’economia globale. Tanto che anche la banca mondiale e il Fondo monetario internazionale (Fmi) hanno invitato la Fed alla prudenza. Con tutti questi dubbi sul piatto il dibattito tra le “colombe” e i “falchi” a tre giorni di distanza dal “Fed Day” rimane ancora molto acceso. 
E sono sempre più numerosi gli esperti che pronosticano un nulla di fatto nelle riunione di giovedì. Secondo un recente sondaggio condotto da “The Wall Street Journal“, solo il 46% degli investitori ed economisti interpellati prevede che la Fed aumenti i tassi di interesse a settembre (una percentuale in netto calo rispetto all’82% di inizio agosto). Le possibilità che un rincaro avvenga a ottobre è indicata dal 9,5% degli interpellati, mentre il 35% si attende un’azione della Fed sui tassi a dicembre. 
Non solo Fed…
Ma oltre alla riunione chiave della Fed saranno molti i market mover che gli investitori seguiranno da vicino nel corso di questa ottava. Domani, martedì 15, sempre in primo piano una banca centrale: si tratta della Bank of Japan (BoJ) che dovrebbe confermare la propria politica monetaria ultra-espansiva. Settimana scorsa il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha sottolineato che il raggiungimento del target di inflazione al 2% potrebbe richiedere più tempo e quindi arrivare dopo l’autunno 2016. 
Sempre domani si guarda alla Germania, dove verrà diffuso l’indice Zew sulla fiducia degli investitori tedeschi a settembre, e agli Stati Uniti, dove sono in agenda le vendite al dettaglio e la produzione industriale (entrambi per il mese di agosto), oltre alla manifattura nello Stato di New York
Nella zona euro nella giornata di mercoledì 16 settembre i riflettori dei mercati saranno puntati sull’inflazione (lettura finale di agosto), mentre oltremanica focus sulle indicazioni in arrivo dal mondo del lavoro.  
Come già annunciato, il 17 settembre i mercati penderanno dalle decisioni che verranno prese dalla Fed sui tassi e dalla conferenza stampa di Yellen durante la quale verranno spiegate le ragioni dell’azione o della non azione della banca centrale Usa. Sempre dagli Stati Uniti arriveranno due dati dal mondo immobiliare: le nuove costruzioni e i permessi edilizi di agosto. Nella zona euro si guarda, invece, alla pubblicazione del bollettino economico da parte della Banca centrale europea
La settimana si chiude con l’indice principale dell’economia in arrivo dagli Stati Uniti. Da segnalare, infine, domenica 20 settembre l’appuntamento con le elezioni in Grecia.