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Apple teme la recessione

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La creazione e il lancio dell’iPhone di Steve Jobs è una storia da manuale, dove nulla è stato lasciato al caso. Eccetto un fattore: la recessione. Perché se è vero che il supertelefonino è riuscito a garantire margini importanti al gruppo di Cupertino, adesso deve fare i conti con uno scenario economico molto diverso da quello di dodici mesi fa quando è arrivato sul mercato. Nel breve termine è atteso un drastico ridimensionamento dei consumi e delle vendite natalizie che si preannunciano in decisa flessione. Forse, anche alla luce di queste considerazioni, il “caso” iPhone è stato stato ufficialmente aperto. E ieri, proprio il padre dell’Iphone, Tony Fadell, ha deciso di lasciare il gigante informatico. Al di là del giro di poltrone, il quadro mondiale in cui si muoverà nei prossimi mesi la società di Jobs è già nelle elaborazioni delle casa d’affari e nei numeri di Borsa.