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Apple spiazza Wall Street, con bilancio e outlook che stracciano stime. Rumor sui prossimi iPhone

Fattore che ha inciso notevolmente sui solidi risultati dei ricavi – raggiunti a dispetto delle vendite degli iPhone inferiori alle attese – è l’ASP (average sales price, prezzo medio di …

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Apple si conferma fenomeno di Wall Street, con risultati di bilancio relativi al terzo trimestre fiscale che spiazzano gli analisti e che scatenano buy sul titolo nell’afterhours. Le quotazioni della società tecnologica che vale di più in tutto il mondo testano nuovi massimi storici, e l’ambita soglia di $1 trilione di capitalizzazione si fa più vicina.  A fare la fortuna del gigante americano è stata la crescita delle vendite del modello iPhone X, ma anche degli abbonamenti ai servizi App Store, Apple Music e iCloud.

Il titolo Apple è così balzato +3,7% nell’afterhours fino al nuovo record di $197,34, a fronte di una capitalizzazione salita a $954 miliardi. A questo punto, l’azione dovrà testare quota $206,49 affinché il colosso diventi la prima società americana quotata in Borsa con un valore di mercato superiore a $1 trilione.

Gli utili netti del colosso di Cupertino sono saliti su base annua del 32%, ma l’eps ha fatto meglio, balzando del 40%, grazie al programma aggressivo di buyback lanciato dal gruppo.

In particolare, i vertici hanno comunicato che la società ha riacquistato azioni proprie per un valore di $20 miliardi, portando così l’ammontare totale delle operazioni di riacquisto, nell’arco degli ultimi due trimestri, alla cifra astronomica di $43,5 miliardi: cifra superiore al valore di mercato di quasi 3/4 delle società quotate sull’indice S&P 500, stando a quanto fa notare Reuters.

Tornando all’eps, ovvero all’utile per azione, questo si è attestato a $2,34, meglio dei $2,18 attesi dagli analisti intervistati da Thomson Reuters I/B/E/S. Il fatturato è salito a $53,3 miliardi, superiore dunque ai $52,3 miliardi del consensus. Il rialzo del fatturato è stato del 17% su base annua.

Sulla base di questi risultati, Apple ha fornito un outlook sui ricavi del quarto trimestre migliore di quello degli analisti, ed è stato soprattutto questo il fattore che ha spinto il titolo verso l’alto nelle contrattazioni dell’afterhours.

In realtà, in termini di unità vendute, diversi sono stati gli obiettivi mancati:

  • Le vendite dell’iPhone si sono attestate infatti nel trimestre a 41,3 milioni di unità, meno dei 41,6 milioni attesi.
  • Le vendite degli iPad sono state di 11,6 milioni, contro gli 11,7 milioni previsti.
  • Le vendite dei Mac si sono fermate a 3,7 milioni, contro i 4,3 milioni del consensus, e al minimo dal terzo trimestre del 2010.

Ma i risultati non hanno scosso i mercati, che si sono concentrati appunto sulle previsioni per il quarto trimestre fiscale: Apple ha comunicato d’altronde di stimare un rialzo del fatturato a un valore compreso tra $60 e $62 miliardi, meglio dei $59,4 miliardi del consensus, a fronte di margini tra il 38 e il 38,5%, rispetto alle attese del 38,2%.

Bloomberg ha motivato le previsioni sottolineando che queste sembrano riflettere “una scommessa su un nuovo iPhone”.

L’agenzia ha scritto infatti che “Apple si sta preparando a lanciare tre modelli di nuovi iPhone: una versione che aggiorna il design dell’iPhone X, un nuovo iPhone gigante che sembra un iPhone X più grande, e una sostituzione dell’iPhone 8 con un modello che assomiglia all’iPhone X ma che include lo schermo LCD, dotato anche della funzione di ricognizione facciale“.

Un fattore che ha inciso in modo determinante sui solidi risultati dei ricavi – raggiunti a dispetto delle vendite degli iPhone inferiori alle attese – è l’ASP (average sales price, prezzo medio di vendita), migliore delle previsioni, che si è attestato nel periodo a $724, rispetto ai $699 stimati, e che si è tradotto in una crescita del fatturato del 20%.

Praticamente, il prezzo medio di vendita degli iPhone di Apple è rimasto al di sopra della soglia dei 700 dollari per il terzo trimestre consecutivo.

Proprio i prezzi più alti dei suoi prodotti – basti pensare allo smartphone di lusso iPhone X, nei confronti del quale diverse erano state tra l’altro le riserve manifestate inizialmente dalla comunità degli analisti – hanno permesso al gigante di veder crescere i ricavi, e di più che compensare il calo delle unità vendute.

Sempre Bloomberg fa notare che “se il prezzo medio di vendita degli iPhone fosse rimasto agli stessi livelli del 2017, il fatturato totale di Apple sarebbe salito del 6,5% nel terzo trimestre fiscale. E invece è balzato di oltre +17%”.

Insomma, la forza di Apple è stata il prezzo più alto. Tuttavia, non tutte le notizie delle ultime ore sono positive per il  gigante guidato da Tim Cook. Stando a quanto riportato da IDC, la cinese Huawai ha infatti scavalcato Apple, diventando la seconda società al mondo di smartphone in termini di unità consegnate, dopo Samsung.

Dai dati emerge che nel secondo trimestre Huawei ha consegnato 54,2 milioni di smartphone, assistendo a una crescita su base annua del 40,9%.

Apple ha invece consegnato 41,3 miliioni di iPhone, riportando un rialzo annuo dello 0,7%.

Questi numeri, sempre secondo IDC, assegnano a Huawei una quota di mercato del 15,8%, superiore al 12,1% di Apple.

Samsung rimane leader di mercato, con una quota del 20,9%, dopo aver consegnato 71,5 milioni di smartphone nello stesso trimestre.

IDC ha fatto notare che è stata la prima volta dal secondo trimestre del 2010 che Apple non è la numero uno o numero due al mondo in termini di quota di mercato.