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Apple si mette d’accordo con Apple

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Pace fatta e, soprattutto, accordo raggiunto tra il colosso americano produttore di pc, Apple Inc. (ex Apple Computer), e la britannica Apple Corps Ltd., l’etichetta discografica storica dei Beatles. Dopo anni di scontri e di litigate per colpa di un nome troppo simile (praticamente uguale!), le due parti in causa sono pervenute a un accordo sui diritti di licenza: è previsto che Apple Inc. abbia la titolarità di tutti i marchi relativi al nome “Apple” e che nel contempo riassegni ad Apple Corps il diritto di licenza su alcuni marchi per il loro utilizzo continuativo.


Il gruppo informatico californiano produttore dell’iPod e proprietario del negozio online iTunes manterrà dunque il nome e il simbolo della “mela morsicata” ma permetterà allo stesso tempo ai brani dei Beatles di essere venduti proprio su iTunes (cosa che fino ad ora non succedeva). Tuttavia, se il contenzioso si è finalmente chiuso (e pare che sia costato alle due società la bellezza di quasi sei milioni di dollari in spese legali), è ancora un mistero l’accordo finanziario raggiunto sull’asse anglo-americana.

Da oggi quindi quando si sentirà parlare di Apple si potrà intendere soltanto il colosso a stelle e strisce capitanato da Steve Jobs. “Adoriamo i Beatles – ha detto l’amministratore delegato di Apple – ed è stato davvero doloroso essere stati in antagonismo sulla questione dei marchi. E’ fantastico che la questione si sia risolta in maniera positiva, sgomberando il campo dalla possibilità di altre divergenze in futuro”. In effetti, un accordo tra le due parti in gioco era stato già raggiunto nel 1991 e vietava agli americani l’uso del marchio in settori attinenti alla musica, proprio per evitare di interferire e di mettersi in concorrenza con gli inglesi.


Poi però nel 2003 la questione si era riaperta e i due gruppi avevano ripreso a litigare, per via dell’arrivo del lettore Mp3 iPod targato Apple Inc. e dello scoppio della moda della musica online, entrambi fenomeni che secondo la Apple dei Beatles ingeneravano confusione tra i consumatori e comportavano il mancato rispetto dell’accordo del 1991. Per risolvere la controversia al di fuori delle aule del Tribunale la Apple di Jobs aveva già sborsato 26 milioni di dollari all’etichetta dei “Fab Four”.