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Apple: ritardo iPhone X delude Wall Street. Rischia di mandare in fumo scommessa da $87 miliardi

Gene Munster, esperto del colosso californiano ora trasformatosi in venture capitalist, lancia un allarme sulle vendite del colosso di Cupertino.

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Nessuna reazione euforica del titolo, tutt’altro: le quotazioni di Apple non solo non hanno brindato al lancio di ben tre nuovi iPhone, tra cui l’attesisissimo iPhone X, dotato di display Super Retina da 5,8 pollici, con riconoscimento facciale; ma hanno chiuso la sessione di Wall Street anche in territorio negativo, nonostante le novità non siano mancate.

A essere annunciato è stato anche il lancio dei nuovi modelli iPhone 8 e iPhone 8S, così come il nuovo Apple Watch e la TV 4K Apple.

Il titolo è tuttavia sceso, chiudendo in calo dello 0,40%, a 160,86 dollari, con gli investitori che hanno piuttosto bocciato l’annuncio con cui Apple ha reso noto che inizierà ad accettare gli ordinativi dell’iPhone X soltanto a ottobre, in previsione del lancio del nuovo prodotto nel nuovo anno fiscale, il prossimo 3 novembre.

Tale dettaglio ha deluso investitori e trader, visto che di norma Apple tende ad annunciare e lanciare i suoi fiori all’occhiello proprio entro la fine di settembre, per dare una spinta ai risultati della fase finale dell’anno fiscale, che chiude il 30 settembre.

La notizia del ritardo del lancio dell’iPhone X – atteso per il 3 novembre -, sembra inoltre confermare anche i rumor circolati in precedenza sui ritardi di produzione.

Di qui, la performance del titolo Apple che, dopo essere salito di circa l’1% nel corso dell’evento con cui il gigante di Cupertino ha celebrato, nello Steve Jobs Theater del nuovo campus Apple Park, anche il decimo anniversario del lancio del suo primo telefonino, ha fatto dietrofront.

E’ importante segnalare comunque che da uno studio è emerso che le quotazioni di Apple hanno riportato una performance negativa il 75% dei giorni in cui sono stati annunciati nuovi prodotti e che, guardando in avanti, gli analisti rimangono bullish.

Va detto, anche, che gran parte di ciò che è stato annunciato nell’evento di ieri era stato già prezzato dai mercati, dopo la massiccia fuga di notizie dello scorso venerdì, tanto che ieri, poco prima dell’inizio dell’evento a San Francisco, Mike Bailey, direttore della divisione di ricerca presso FBB Capital Partners, aveva detto chiaramente di sperare che gli annunci fossero di una portata tale da assicurare “benefici significativi” ai potenziali acquirenti dell’iPhone X, e da avallare soprattutto un prezzo così alto (l’iPhone X costerà 999 dollari)”.

All’indomani dell’evento tanto atteso dai mercati, è pioggia di commenti sul futuro di Apple, sia della società che del titolo.

Focus in particolare sull’opinione dell’analista Gene Munster, esperto del colosso californiano ora trasformatosi in venture capitalist, che ha lanciato un allarme sulle vendite, proprio a causa del ritardo con cui i potenziali acquirenti dell’iPhone potranno entrare in possesso dello smartphone.

A rischio, spiega Munster, è la scommessa degli analisti su un fatturato, nel quarto trimestre, di un valore di ben $87 miliardi: a tanto, esattamente a $86,8 miliardi, ammonta il valore delle vendite di Apple che, stando a quanto riporta FactSet, gli analisti stimano per l’ultimo trimestre dell’anno che termina a dicembre.

La cifra è superiore ai $78,4 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, ed è stata calcolata presupponendo vendite record di 85 milioni di telefoni, al prezzo medio di $729, in crescita rispetto ai 695 dollari, in media, del dicembre del 2016.

Tuttavia, il fatto che non solo non sarà possibile ordinare l’iPhone X prima di ottobre, ma che il lancio non avverrà prima di novembre, secondo Munster rende difficile per Apple centrare le stime sulle vendite stilate dal consensus.

Il risultato è che secondo Munster il 10% circa degli iPhone X che si sperava sarebbero stati venduti nei mesi invernali, a questo punto lo saranno la prossima primavera.