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Apple verso un Natale amaro: rischio flop per i nuovi iPhone, in fumo 200 mld $ capitalizzazione

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Avvio di settimana al ribasso per Wall Street con il titolo Apple che perde oltre il 3% sulla scia della notizia lanciata oggi dal Wall Street Journal secondo cui nelle ultime settimane il colosso fondato da Steve Jobs ha tagliato la produzione degli ultimi tre iPhone presentati lo scorso 12 settembre, ossia iPhone XR, XS e XS Max.  In particolare Apple avrebbe tagliato la produzione pianificata per l’iPhone XR di circa il 33% rispetto ai 70 milioni di unità originariamente aveva anticipato dal lancio durante le festività natalizie.

 

 

Dietrofront in Borsa, momentum mai così negativo dal 2016

Con il calo di oggi il titolo si riporta nei pressi dei minimi toccati a metà della scorsa ottava con un saldo di -19% circa dai massimi storici.  Il colosso di Cupertino ha visto ridursi di 200 miliardi di dollari il valore in Borsa rispetto ai massimi storici toccati a inizio ottobre quando la capitalizzazione si spinse oltre quota 1.100 miliardi di dollari.

Bloomberg rimarca il sentiment sempre più negativo sul titolo. L’indicatore GTI VERA Convergence Divergence, che rileva picchi e inversioni di tendenza, indica il momentum di Apple al suo livello più negativo da gennaio 2016.

 

L’iPhone incide per  quasi il 60% su ricavi e profitti di Apple. Preoccupazioni  condivise dagli analisti con prima JP Morgan e poi Goldman Sachs che hanno tagliato le stime su Apple. “Siamo preoccupati che la domanda finale per i nuovi modelli di iPhone si stia deteriorando”, dicevano settimana scorsa gli analisti di Goldman Sachs.

 

Tanti indizi su debolezza domanda iPhone

Un mese da dimenticare questo di novembre per le azioni della Apple. Inizialmente a  destare preoccupazioni tra gli investitori sono state le indiscrezioni del Nikkei. Il quotidiano finanziario nipponico ha parlato di debole domanda per il nuovo iPhone XR tanto che Apple avrebbe comunicato ai suoi assemblatori di smartphone, Foxconn e Pegatron, di interrompere i piani per ulteriori linee di produzione dedicate al nuovo modello più economico dei tre annunciati lo scorso settembre. Con pesanti ricadute a Wall Street. Poi settimana scorsa il colosso di Cupertino è sceso  in scia ai timori scatenati dal warning di Lumentun Holdings di cui Apple risulta il più grande cliente. Problemi e preoccupazioni quindi anche tra i fornitori della Apple visto che nei giorni scorsi, oltre a Lumentum anche Qorvo, e Japan Display hanno tagliato le stime dei profitti, citando una riduzione degli ordini precedentemente fissati con un grande cliente. Apple non è mai stata citata, ma la produzione di iPhone costituisce tra un terzo e la metà delle entrate di queste società, secondo i dati pubblici e le stime. Alla Foxconn, la società cinese che assembla gli iPhone, migliaia di lavoratori hanno volontariamente rinunciato agli straordinari, solitamente necessari durante il picco della produzione, secondo le fonti del Wall Street Journal.

 

A complicare la situazione, dicono gli esperti, il fatto che questa volta Apple abbia puntato su tre nuovi modelli, messi in vendita a prezzi più alti – che superano anche i mille dollari – mantenendo in negozio anche la vendita di modelli vecchi. Da qui la notizia di oggi del taglio agli ordini di produzione degli ultimi tre iPhone presentati lo scorso 12 settembre. Un Natale molto amaro è quello che si preannuncia quindi per il colosso della Mela morsicata.