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Apple, il tesoretto sale a $256 miliardi. Superiore a riserve valuta estera di UK e Canada

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La brutta notizia è che nel primo trimestre del 2017, le vendite di iPhone sono scese e che Apple è sotto pressione affinché lanci il prima possibile nuovi prodotti che facciano gridare al miracolo..come è avvenuto fin dai tempi della creazione dell’iPod.

La buona notizia, soprattutto per chi nelle ultime ore parlava di “tesoretto Apple”, è che l’ammontare di cash parcheggiato nelle casse di Apple ha superato la soglia di $250 miliardi, attestandosi alla fine del trimestre a $256,8 miliardi.

Fattore, questo, che ha permesso al gigante guidato da Tim Cook di aumentare il dividendo trimestrale, confermandosi così la società che paga i più alti dividendi al mondo, stando alla classifica di S&P Dow Jones Indices.

In definitiva, il tesoretto di Apple sarà utilizzato per aumentare il piano di ritorno del capitale di $50 miliardi, per far salire il valore complessivo delle operazioni di buy-back azionario di $35 miliardi e per incrementare il dividendo trimestrale del 10,5%.

Altri segni particolari di Apple: la sua enorme disponibilità di cash è al momento superiore alle riserve di cash in valuta estera di Regno Unito e Canada, considerate insieme.  

La liquidità monstre di $256,8 miliardi è il doppio della liquidità di appena quattro anni e mezzo fa. Dettaglio: Apple è riuscita a schivare il fisco Usa tenendo quasi il 93% del cash totale offshore. 

Prima dell’annuncio dei risultati di bilancio, la capitalizzazione di mercato di Apple ha testato il record di $775 miliardi.

Il colosso americano ha riportato i propri risultati di bilancio nella serata di ieri, dopo la fine della sessione a Wall Street e, dopo le elevate aspettative delle ultime sedute, il titolo segue la logica “Buy on the rumor, sell on the News”. Il punto è che gli smobilizzi interessano anche -ovviamente – i fornitori di Apple, che scontano l’effetto contagio. 

In particolare le quotazioni di Dialog Semiconductor hanno ceduto in avvio di seduta, in Europa, subito -3%, dopo aver perso tra l’altro nel solo mese di aprile il 14%. Vendite anche su AMS e STMicro.

Sicuramente, la sorpresa negativa è stata proprio il calo delle vendite dell’iPhone, provocato molto probabilmente dalla decisione dei consumatori di aspettare il lancio del nuovo modello, in occasione del suo decimo anniversario, che cade in autunno. Di norma, Apple lancia i nuovi modelli – in questo caso si tratterà dell’iPhone 8 – nel mese di settembre. 

Le quotazioni della società quotata in Borsa che presenta il valore più alto al mondo sono scese così nelle contrattazioni afterhours dell’1,2% a $145,78. 

Ma Cook non ha rinunciato al suo ottimismo, tutt’altro. 

“Siamo orgogliosi di comunicare un trimestre solido, con la crescita del fatturato che ha accelerato il passo rispetto al trimestre terminato a dicembre e con la domanda dell’iPhone Plus che continua a essere robusta”.

I NUMERI PRINCIPALI DEL BILANCIO DI APPLE

Il fatturato si è attestato a $52,9 miliardi, rispetto ai $53,02 miliardi attesi dal consensus di Thomson Reuters. 

Le vendite di iPhone sono scese dell’1% a 50,8 milioni, rispetto a 52 milioni di unità previste da FactSet, e in calo anche rispetto ai 51,5 milioni di iPhone attesi dalla società di consulenza CFRA Research. Ribasso anche rispetto ai 51,19 milioni di iPhone venduti nello stesso trimestre del 2016. Detto questo, l’incidenza percentuale delle vendite di smartphone sul giro d’affari totale è salita dell’1,2% nel trimestre. Il direttore finanziario Luca Maestri ha spiegato inoltre che la flessione non è stata particolarmente negativa, soprattutto alla luce di come le vendite degli iPhone vengono calcolate.

Precisamente, Apple rende noti i numeri “sell-in”, che misurano quante unità Apple vende alle società retail; non si tratta dunque di dati “sell-through” che indicano invece quanti iPhone sono effettivamente venduti ai clienti. Maestri ha aggiunto che la società ha tra l’altro ridotto il volume delle scorte attraverso il suo canale retail di circa 1,2 milioni di unità nel trimestre, il che significa che, su base “sell-through”, le vendite dovrebbero essere state circa di 52 milioni di unità. E lo stesso Cook ha sottolineato che “le vendite dell’iPhone sono in linea con le attese”.

L’utile adjusted per azione è stato migliore delle attese, pari a $2,10 rispetto ai $2,02 per azione attesi da Thomson Reuters e gli $1,90 per azione dello stesso periodo dello stesso periodo dello scorso anno. Gli utili complessivi del colosso di Cupertino sono saliti a $11 miliardi, rispetto ai $10,5 miliardi precedenti.

In calo anche le vendite dell’iPad, che sono scese a 8,9 milioni di unità, mentre le vendite del Mac sono salite del 4% a 4,2 milioni. 

Crescita per la divisione dei servizi, che include prodotti come iTunes, iCloud e Apple Music, che ha inciso sul fatturato totale per un valore di $7 miliardi.

La nota stonata per Apple si è confrermata in ogni caso il fatturato, che ha perso colpi soprattutto in Cina.

Qui, su base annua, le vendite sono scese infatti su base annua del 14% a $10,7 miliardi nel corso del trimestre rispetto ai $12,5 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. A fronte del calo su base annua del 14%, il trend delle vendite in Cina, su base trimestrale, è stato anche peggiore e pari a -34%. Tuttavia, l’amministratore delegato Tim Cook ha detto di rimanere “molto entusiasta” riguardo alle opportunità che la Cina, mercato degli smartphone numero uno al mondo, continua a presentare. 

E’ un dato di fatto tuttavia che, a partire dal trimestre conclusosi nel marzo del 2016, Apple ha sofferto cinque trimestri di cali, su base annua, nel fatturato della Cina, scontando la crescente competizione delle società cinesi, come per esempio Oppo e Vivo, aziende produttrici di smartphone a prezzi più bassi, che vengono venduti attraverso una rete di punti vendita in tutto il paese.

Basti pensare che, stando a quanto risulta dai dati IDC, Oppo ha assistito lo scorso anno a un balzo delle vendite di smartphone in Cina pari a +122,2%, con la sua quota di mercato che è più che raddoppiata al 16,8%.

Per non parlare dell’ormai noto brand Huawei, che si sta facendo strada nel mercato degli smartphone di fascia alta e che al momento è il secondo player nel paese, con una quota di mercato pari al 16,4%.

Nel 2016, invece, la quota di mercato di Apple è scesa al 9,6% in Cina, rispetto al 13,6% dell’anno precedente.

A questo punto, gli investitori sperano che Apple accontenterà i suoi clienti annunciando nuovi modelli iPhone nel breve periodo. Le aspettative sono concentrate soprattutto per l’autunno, quando appunto cadrà il decimo anniversario del lancio dello smartphone.

Apple ha infine reso noto di prevedere per il trimestre corrente un fatturato complessivo compreso tra $43,5 miliardi e $45,5 miliardi, rispetto ai $45,60 miliardi mediamente attesi dal consensus di Thomson Reuters. Per il trimestre corrente, secondo FactSet, gli analisti stimano inoltre una vendita di 42,31 milioni di iPhone.