Apple: la bolla si sgonfia e la Sec limita le vendite allo scoperto

Inviato da Floriana Liuni il Gio, 24/01/2013 - 09:26
Brusca battuta d'arresto nelle prime fasi di scambio per Apple, con il titolo della Mela di Cupertino che a Wall Street in apertura ha lasciato sul terreno oltre il 10% del proprio valore rispetto ai prezzi di chiusura di ieri. Il primo scambio del titolo è avvenuto oggi a 460 euro contro la chiusura di ieri a 514 dollari per azione.

La flessione del titolo ha così innescato il sistema di limiti sulle vendite allo scoperto previsto dall'Autorità di vigilanza americana. Secondo quanto stabilito dalla Sec, nel caso in cui un titolo perda oltre il 10% durante le ore di contrattazione, gli operatori di Borsa devono prevenire le vendite allo scoperto a un prezzo inferiore o pari a quello stabilito dall'ultima offerta ricevuta. Da notare come l'iniziativa della Sec si ripercuoterà su questo tipo di operatività anche domani. Il limite rimane infatti in essere nel corso dell'intera seduta e il giorno successivo. La regola è stata studiata per limitare le vendite allo scoperto ma non previene tutti i tipi di vendita del genere.

A causare la netta discesa dei corsi della società di Cupertino, trend iniziato già dalla fine di settembre 2012, è la sensazione diffusa che per Apple l'era della crescita senza fine si avvii verso una brusca battuta d'arresto. Nonostante i conti trimestrali si siano infatti rivelati oltre le attese, infatti, sono le prospettive di crescita che, per la prima volta in quasi un decennio, preoccupano la società fondata da Steve Jobs, che improvvisamente vede tremare il suo trono di regina dell'high tech. Con l'ultimo iPhone Cupertino ha voluto strafare, generando un apparecchio troppo costoso per sfondare davvero: la sfida per tornare a dominare la competizione in futuro, sarà ottimizzare le dimensioni degli apparecchi e ridurre i costi.

Nell'ultimo trimestre 2012, Apple ha riportato utili pari a 13,81 dollari per azione, un dato leggermente superiore alle stime degli analisti. I profitti si sono attestati a 13,1 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo dell'anno passato. Il fatturato è salito del 18% a 54,4 miliardi di dollari, un dato inferiore alle stime del mercato ferme a 54,9 miliardi di dollari.

La compagnia della Mela ha comunque riportato l'incremento di utili minore degli ultimi 9 anni - come anticipato dalle stime di Factset - mentre l'accresciuta competizione nel campo dei nuovi mobile device e la pressione degli apparecchi con sistema operativo Android ha frenato le vendite, che sono aumentate meno di quanto abbiano fatto negli ultimi 14 trimestri. L'iPhone ha venduto 47,8 milioni di unità, e l'iPad, 22,9 milioni, ma la quota di mercato di Apple ha ceduto terreno contro i competitors, rivelando l'esigenza di un prodotto che sia davvero rivoluzionario, perché la creatura di Steve Jobs possa mantenersi all'altezza delle aspettative.

Nel frattempo  le previsioni sulle vendite per il primo trimestre sono state riviste al ribasso, a 41-43 miliardi di dollari contro la precedente stima di 45,5, il che conferma le voci che volevano una riduzione negli ordini delle componenti per iPhone presso i fornitori asiatici.
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