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Antonveneta, l’ultima battaglia tra Bpi e Abn Amro

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Ormai è conto alla rovescia per il passaggio ufficiale delle azioni Antonveneta alla banca olandese Abn Amro. Il dissequestro da parte della Procura di Milano del 25,88% posseduto dalla Banca Popolare Italiana avvenuto la scorsa settimana è l’ultima delle condizioni che doveva verificarsi per poter dare esecuzione al contratto firmato il 26 settembre scorso e con il quale Abn Amro si impegnava ad acquistare le azioni al prezzo di 26,5 euro caduna. Ora gli avvocati delle parti, Guido Rossi per gli olandesi e Alberto Alessandri per la Bpi, stanno cercando un accordo sulla data per il passaggio delle azioni. Stando al contratto esse deve avvenire entro cinque giorni lavorativi dal dissequestro e dunque il 30 dicembre, ma chiudere tutto entro l’anno presenta vantaggi e svantaggi. In primo luogo costringerebbe gli olandesi a consolidare nel proprio bilancio la partecipazione Antonveneta che per effetto dell’acquisto salirebbe oltre il 51%. Per questo motivo Abn Amro preferirebbe siglare il trasferimento delle azioni il prossimo 3 gennaio. Di parere opposto Divo Gronchi, dg della Bpi, che preferirebbe incassare il corrispettivo della vendita entro l’anno anche se la plusvalenza lorda di 94,2 milioni di euro secondo gli accordi deve essere isolata in un conto a disposizione della Procura.