Antonveneta, sancito il passaggio del 25,9% di Bpi ad Abn

Inviato da Redazione il Lun, 02/01/2006 - 09:03
Sì, "sono molto contento", ha ammesso il presidente di Abn Amro, Rijkman Groenink. Commentando così dalla sua casa in Toscana, la firma che ha suggellato ancor prima del 2006 il passaggio del pacchetto del 25,9% di azioni Antonveneta da Bpi ad Abn Amro per 2,2 miliardi di euro. Si è chiusa in questo modo la partita Antonveneta. Alla fine dell'anno che sarà ricordato per la battaglia per la conquista dell'istituto padovano e per la bufera giudiziaria che ha travolto molti dei suoi protagonisti, la banca oggi guidata da Divo Gronchi ce l'ha fatta a girare la quota rastrellata da Gianpiero Fiorani, al gruppo olandese. Il quale si prepara, come socio al 55,8%, a lanciare intorno a metà febbraio l'opa obbligatoria allo stesso prezzo (26,5 euro) pagato a Bpi, e confida, se i magistrati dovessero dare il via libera al dissequestro, di poter rilevare presto almeno un fetta del 13,5% complessivo in Antonveneta di Fingruppo (Gnutti), dei Lonati e di Magiste (Ricucci). Abn comunque già lunedì prossimo avrà in mano la quota, oggi trasferita a un notaio olandese (il passaggio è stato registrato alle 12.45 sul mercato dei blocchi), e potrà contabilizzare l'acquisto come desiderato nel 2006, evitando i problemi legati al consolidamento della controllata italiana nel bilancio 2005. La soluzione contabile del trasferimento del pacchetto a un 'agente terzo' (il notaio appunto) per pochi giorni a cavallo di fine anno consente nel contempo a Bpi di contabilizzare la cessione (il valore complessivo è di 2,117 miliardi) e la relativa plusvalenza di 94,2 milioni (versati in un conto corrente vincolato a disposizione della Procura di Milano) nel bilancio 2005. Un escamotage, quello scelto - si apprende - gradito anche alle autorità di vigilanza sia in Italia che in Olanda.
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