Antonveneta: Fiorani ammette "c'era un concerto"

Inviato da Redazione il Mer, 12/10/2005 - 08:52
Giampiero Fiorani per la prima volta ha ammesso: sì, c'era un concerto, per scalare Antonveneta c'era un patto che coinvolgeva cinque persone, con oltre 30 soggetti che hanno intermediato titoli. E' il primo importante frutto raccolto lunedì dagli inquirenti durante l'interrogatorio dell'ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana. Tredici ore quasi ininterrotte in cui Fiorani si è difeso, certo, ma ha deciso di collaborare. Ha contribuito a ricostruire gli episodi contestati. Ha respinto alcune accuse. Ma soprattutto ha fatto ammissioni importanti. In particolare su un punto, quello da dove era cominciata l'indagine Antonveneta: il concerto. C'era un accordo, avrebbe ammesso Fiorani, tra Bpl, Gnutti, Ricucci e un gruppo di persone vicine all'istituto di credito per rastrellare azioni Antonveneta con reciproco vantaggio: i concertisti avrebbero ottenuto plusvalenze milionarie, mentre Bpl avrebbe potuto raccogliere una quota di Antonveneta superiore al 30 per cento senza incorrere nell'obbligo di lanciare l'Opa.
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