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L’Antitrust propone la sua ricetta al Governo: liberalizzare servizi pubblici, poste ed energia

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Dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche e all’energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell’attività amministrativa. Sono queste alcune  delle proposte contenute nella segnalazione dell’Antitrust, firmata dal presidente Giovanni Pitruzzella e finalizzate a rimuovere ogni ostacolo all’apertura dei mercati, per meglio promuovere la concorrenza, la competitività e la crescita del Paese. “Le liberalizzazioni sono necessarie, ma devono essere accompagnate da interventi che garantiscano l’equità sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunità di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati”, precisa l’Autorità nel documento diffuso ieri sera.

L’Autorità ha consapevolezza che “per superare le numerose incrostazioni corporative e le resistenze dei grandi attori economici a un’effettiva apertura del mercato, la politica di liberalizzazioni dovrà inevitabilmente essere una sorta di work in progress; ma l’urgenza della crisi richiede di non indugiare e di attuare gli interventi di immediata applicazione. Ugualmente non vanno sottovalutati i costi sociali sottesi, nel brevissimo periodo, alle liberalizzazioni”. Per questo l’Autorità invita le istituzioni della democrazia rappresentativa e le forze politiche ad accompagnare le misure di liberalizzazione con altri interventi diretti a garantire l’equità sociale e a favorire nuove opportunità di lavoro per i soggetti che lo hanno perduto o corrono il rischio di perderlo.

Vediamo ora le misure più importanti chieste dall’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella.

SERVIZI POSTALI, L’IMPERATIVO E’ SCORPORARE BANCO POSTA
Per il Garante Banco Posta deve essere scorporata: “occorre prevedere la costituzione di una società separata da Poste Italiane, che abbia come oggetto sociale lo svolgimento dell’attività bancaria a pieno titolo e che risponda ai requisiti della normativa settoriale contenuta nel Testo unico bancario”.

BANCHE: RIDURRE LE COMMISSIONI INTERBANCARIE
Secondo l’Antitrust è preferibile limitarsi a intervenire sulla metodologia di calcolo e sul livello delle commissioni interbancarie multilaterali, piuttosto che prevedere prezzi massimi o minimi delle commissioni applicate dalle banche agli esercenti. Va inoltre introdotto il divieto per la banca che stipula un mutuo o un finanziamento di vendere contemporaneamente una polizza collegata a quel contratto.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: LIBERALIZZARE E PRIVATIZZARE
Per garantire che i principi di liberalizzazione occorre introdurre l’obbligo per gli enti locali di definire in via preliminare gli obblighi di servizio pubblico. Occorre inoltre accelerare le scadenze degli affidamenti che non sono il frutto di un confronto competitivo.

CARBURANTI, RAZIONALIZZARE LA RETE E INCENTIVARE L’AUTONOMIA DEI GESTORI
Aumentare gli impianti senza logo. Per il settore dei carburanti l’Autorità propone infatti una più incisiva razionalizzazione della rete distributiva con misure che favoriscano lo sviluppo di operatori indipendenti dalle compagnie petrolifere anche attraverso forme di aggregazione di piccoli operatori e/o di gestori di impianti. Per garantire l’assenza di ostacoli all’accesso a nuovi operatori non integrati verticalmente (pompe bianche e gdo), bisogna vietare alle Regioni di inserire vincoli alla apertura degli impianti non previsti dalle norme nazionali e eliminare la norma che impedisce la realizzazione di impianti completamente automatizzati

ENERGIA ELETTRICA E GAS, AUMENTARE LA CONCORRENZA A VALLE
Per l’Autorità sono necessarie nuove infrastrutture per l’importazione del gas. Occorre in tempi brevi ridurre il gap di informazione tra i distributori e venditori finali non integrati verticalmente con i distributori stessi, aumentando la concorrenza a valle.

AUTOSTRADE, RIVEDERE I MECCANISMI DI REVISIONE DELLE TARIFFE
Va rivisto il sistema di revisione delle tariffe previsto dalla Convenzione tra Anas e Autostrade per l’Italia, passando a un meccanismo che preveda la sottrazione dal tasso di inflazione del tasso di produttività attesa e, soprattutto, un consistente premio per un miglioramento della qualità del servizio e per i progetti di investimenti futuri, ove verificabili. Per gli aeroporti, in attuazione della direttiva europea, occorre introdurre modelli di tariffazione non discriminatori, orientati ai costi, all’efficienza ed all’incentivazione degli investimenti, in un contesto di trasparenza nei meccanismi di adozione dei diritti aeroportuali, su cui vigilerà la nuova Autorità.

FARMACI: LIBERALIZZARE LA “FASCIA C” E AUMENTARE IL NUMERO DELLE FARMACIE
Sul fronte farmaceutico occorre liberalizzare la vendita dei farmaci con prescrizione medica ma a totale carico del paziente (i cosiddetti farmaci di fascia C) e  rimuovere gli ostacoli all’apertura di nuove farmacie, aumentando la pianta organica delle stesse. Va ampliata la possibilità della multi-titolarità in capo a un unico titolare, aumentando il numero massimo da 4 a 8.

SU TAXI LIBERALIZZAZIONI CON LICENZE ‘COMPENSATIVE’
Va incentivato l’aumento del numero delle licenze dei taxi, almeno nelle città dove l’offerta del servizio presenta le maggiori carenze, prevedendo adeguati meccanismi di “compensazione” per gli attuali titolari delle licenze.

PROFESSIONI, ABOLIRE QUALSIASI TARIFFARIO
Abolire qualsiasi forma di tariffario. Gli Ordini vanno riformati, garantendo che la funzione disciplinare sia svolta da organismi che garantiscano un ruolo terzo. Anche nel settore della formazione professionale il potere dei Consigli degli Ordini va limitato alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi.