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L’angoscia di Wall Street si chiama stagflazione

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E’ un fantasma che ha cominciato ad aleggiare da qualche settimana quello che tormenta gli operatori della maggiore Borsa mondiale. Si chiama stagflazione e arriva direttamente dagli anni ’70 e ’80 quando il termine fu coniato per indicare una delle situazioni economiche meno desiderabili, la crescita zero (stagnazione) o addirittura la recessione e l’inflazione. Come si può combattere un simile pericolo lo ha spiegato il vicepresidente della Federal Reserve Ferguson, uno dei membri della Banca centrale americana più preoccupato dall’attuale situazione da lui considerata un punto critico. Per Ferguson “se le aspettative inflazionistiche cominciano ad aumentare cresce anche la possibilità di una spirale salari-prezzi”. Per evitare di far crescere le aspettative di inflazione, la Banca centrale deve mettere in chiaro che non permetterà in alcun modo un incremento dei prezzi intervenendo decisamente in quanto “la probabilità di una spirale in crescita salari-prezzi diminuisce se aziende e consumatori credono che la Fed non permetterà il riaccendersi dell’inflazione”. Proprio per tale motivo è “cruciale la difesa della credibilità della Banca centrale”.