Ancora voci di cessioni al Lingotto, dopo una falsa partenza Fiat inverte la rotta

Inviato da Micaela Osella il Mar, 16/11/2010 - 10:07

Dopo una falsa partenza, Fiat si rimette in marcia. In Borsa il titolo segna un rialzo dello 0,75% a 13,47 euro. Questa mattina a dare la sveglia al Lingotto sono i dati sulle immatricolazioni e il gruppo torinese ha visto la sua quota in Europa scendere al 6,9% con un crollo delle nuove immatricolazioni del 32,7 per cento. Sui dati di vendita delle auto in Europa nel mese di ottobre "pesa sicuramente il forte rallentamento dei mercati europei con maggiore presenza di Fiat Group Automobiles", commentano da Mirafiori. L'Italia, infatti, ha perso il 28,8 per cento, la Francia il 18,5 per cento, la Spagna addirittura il 37,6 per cento.

"In questo scenario decisamente negativo - fanno notare da Mirafiori - i modelli di punta del marchio continuano a essere comunque sempre molto apprezzati dal pubblico europeo". La Panda ancora una volta è stata la vettura del segmento A più venduta, con una quota del 16,7% nel puntuale mensile e del 16,8% nel progressivo annuo. Alle sue spalle si è confermata la 500, con una quota vicina al 12% in ottobre e del 12,3% nei primi dieci mesi del 2010.

In realtà a mantenere alta la soglia di attenzione sulla casa auto di Torino sono il ritorno di fiamma su Magneti Marelli e la possibile quotazione della Ferrari. Operazioni "straordinarie" che al Lingotto avrebbero messo in cantiere: sarebbe stato lo stesso amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ad avere allertato in un incontro a Torino gli analisti venerdì scorso, ma che sul mercato in realtà sono chiacchierate da tempo.
"Marchionne si è incontrato con gli analisti negli Usa e in Italia la settimana scorsa e ha in programma ulteriori riunioni per la fine del mese", si è limitato a dire un portavoce di Fiat. "L'obiettivo è spiegare i benefici di uno spin-off della Fiat dal settore industriale, in cui opera con i marchi Iveco e Cnh Global Nv". Una spiegazione, che non convince gli addetti ai lavori.
Al Lingotto avrebbero bussato a settembre diverse merchant bank per sondare le intezioni di Marchionne & co sull'argomento. L'azienda gestita dall'ad Eugenio Razelli sarebbe considerato un asset non core. E anche se tra gli analisti c'è chi non è così convinto sulla bontà dell'operazione - "Magneti Marelli", segnalano gli esperti del Credit Suisse, ha il 50% di vendite legate a Fiat" - in realtà qualche pretendente ci sarebbe già e sarebbe da ricercare tra le cavallette del private equity.

Intanto da Abu Dhabi rimbalza la notizia che Mubadala Development, un fondo di investimento, ha confermato i contatti per cedere il 5% della Ferrari alla Fiat, quota che aveva acquistato da Mediobanca nel 2005. "Fiat ha pagato 122 milioni di euro per il riacquisto della quota. Questo riporterebbe la quota di Fiat in Ferrari al 90 per cento. L'intenzione del gruppo però, secondo le recenti dichiarazioni di Sergio Marchionne, sarebbe quello di non tagliare i ponti con il fondo di Abu Dhabi. "Dobbiamo trovar un modo creativo - aveva detto a settembre - per tenere Mubadala coinvolta nell'azienda, senza andare ad intaccare il 90% della Fiat. Dobbiamo tenerli collegati al sistema e dare la possibilità alla Fiat di gestirla".

A dare smalto a Fiat non ultimo le ultime novità in arrivo dalla Cina, dove Lorenzo Stintino è ormai in missione quasi permanente. Anche in questi giorni il responsabile delle attività internazionali del gruppo di Torino è in Asia. Il motivo? Accelerare i tempi dei nuovi progetti. Magari da annunciare  al Salone dell'Auto di Los Angeles, che si aprirà la prossima settimana (dal 19 al 28 novembre), e durante il quale debutterà la Fiat 500 americana, segnando il ritorno del Lingotto negli Stati Uniti dopo 27 anni.

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