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Ancora tensioni sui bancari, domenica appuntamento a Basilea

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Indici europei che hanno chiuso l’ottava contrastati, con da un lato le tensioni che circondano il comparto bancario e dall’altro una serie di dati macro migliori delle attese. Dopo la revisione dal +0,4% all’1,5% messa a segno dal Pil giapponese, è arrivato il +0,9% della produzione industriale francese a luglio e la settimana macro si è chiusa con il +1,3% delle scorte all’ingrosso statunitensi, un tasso più che triplo rispetto alle attese. Il Cac40 ed il Ftse100 hanno così terminato l’ottava sopra la parità con un +0,14% ed un +0,12%, mentre il Dax e l’italiano Ftse Mib hanno registrato un -0,11% ed un -0,12%.

In evidenza come detto il comparto bancario, con la tedesca Deutsche Bank sotto i riflettori. Oggi il titolo ha perso il 4,64% scendendo a 47,7 euro in scia delle indiscrezioni secondo cui l’istituto starebbe per ricorrere ad un aumento di capitale da 9 mld di euro. I fondi freschi sarebbero utilizzati da un lato per rafforzare la dotazione patrimoniale, in vista dell’introduzione delle nuove regole di Basilea 3, e dall’altro per conquistare Deutsche Postbank. Deutsche Bank non sarebbe l’unico istituto tedesco a ricapitalizzarsi. Secondo l’associazione bancaria tedesca i primi dieci istituti del Paese necessiterebbero di 105 miliardi.

Lo stoxx dei bancari a livello europeo ha chiuso in calo dello 0,55% portandosi a 191,16 punti. In scia il comparto a Piazza Affari, con il Banco Popolare che ha lasciato sul campo l’1,31%, Ubi lo 0,96% e l’accoppiata Intesa SanPaolo-Unicredit lo 0,71 e lo 0,7% .

Appuntamento quindi per domenica a Basilea, quando le banche centrali e le autorità di vigilanza decideranno in merito ai nuovi requisiti di capitale e liquidità delle banche. Secondo i ben informati il Tier 1 minimo potrebbe salire dal 4 al 6-8% mentre il Core Tier 1 ratio potrebbe passare dal 2 al 4%.