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Ancora segnali positivi dalle trimestrali Usa: Ge e Citigroup battono le attese

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Dov’è finita la crisi? Verrebbe da chiederselo, dopo che anche oggi la fase di avvicinamento all’apertura delle contrattazioni negli Stati Uniti ha consegnato agli investitori notizie di utili miliardari e superiori alle attese di mercato per due dei simboli della corporate America: General Electric e Citigroup. I numeri della più grande banca statunitense vanno inoltre a sommarsi a quelli altrettanto positivi presentati negli ultimi tre giorni da Goldman Sachs e Jp Morgan, altre due grandi banche che hanno sorpreso ampiamente in positivo il mercato. I risultati appaiono ancora più sorprendenti considerando che sia Ge sia Citi avevano dovuto effettuare nei mesi scorsi operazioni di rafforzamento del capitale.


Citigroup ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto pari a 1,6 miliardi. Solo apparentemente anomala la perdita per azione di 18 centesimi di dollaro segnalata dall’istituto. Il risultato sarebbe stato infatti positivo senza l’impatto di 24 centesimi legato al prezzo di conversione delle azioni privilegiate per 12,5 mld di dollari avvenuta a gennaio 2008 nell’ambito di un’offerta privata.  I ricavi hanno mostrato una crescita del 99% a 24,8 miliardi, il Core Tier 1 è salito in un anno dal 7,7 all’11,8 per cento.

General Electric ha invece chiuso il trimestre con utili in calo del 35% rispetto all’analogo periodo 2008 a 2,8 miliardi e un giro d’affari in discesa del 9% a 38,4 miliardi. L’utile per azione è tuttavia ammontato a 26 centesimi, al di sopra dei 22 centesimi attesi dal consensus. Il risultato – ha sottolineato un comunicato della conglomerata – non include impatti della recente revisione alle regole di contabilizzazione del mark to market. Il numero uno della conglomerata,  Jeff Immelt, ha inoltre aggiunto che Ge non necessita di raccogliere ulteriori capitali. Immelt ha fatto riferimento a degli “stress test” condotti internamente e alla previsione di una riduzione dei costi superiore ai 5 miliardi di dollari nel corso dell’esercizio.Con riferimento al business dei servizi finanziari il manager ha ammesso un crescente livello di ritardo nei pagamenti ma ha anche chiarito che il gruppo ha avviato pratiche maggiormente restrittive nei confronti dell’assunzione di rischio e del leverage.

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