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Ancora presto per muovere sui tassi Ue, c’è chi li vede fermi per tutto il 2010

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Riflettori del mercato puntati oggi sulla riunione della Bce che dovrà decidere sui tassi di interesse dell’Eurozona (previsti invariati all’1%). L’annuncio è fissato per le 13.45, mentre alle 14.30 si terrà la consueta conferenza stampa del presidente della Bce, Jean Claude Trichet. L’attenzione degli operatori sarà principalmente rivolta alle dichiarazioni che saranno rilasciate dal numero uno della Bce in merito alle operazione di exit strategy dai piani di stimolo all’economia.


“Credo che nel 2010 i tassi di interesse e la pressione dell’inflazione inerziale rimarranno bassi e la Banca Centrale Europea comincerà ad allentare la politica straordinaria di stimoli, a cui ha fatto ricorso per sostenere il sistema finanziario”, rimarca Richard Woolnough, gestore del fondo M&G Optimal Income, che prevede una Bce attendista prima di rialzare il tasso di rifinanziamento. “Penso che questo non avverrà prima del 2011, contrariamente alle attese del mercato per un rialzo dei tassi nel 2010. La Bce vorrà essere sicura che la ripresa abbia solide basi”, è il pensiero del gestore di M&G. La maggioranza degli economisti prevede un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce nel corso della seconda parte del 2010. Il consensus Bloomberg è di tassi all’1,5% a fine anno rispetto all’1% attuale, che rappresenta il minimo storico. Il pil dell’Eurozna è invece stimato in progresso dell’1,4%.

 

“Le Banche centrali e i governi – conclude Woolnough – sono riusciti a evitare gli scenari di depressione economica temuti all’inizio del 2009, tuttavia la strada per la normalità è ancora lunga e mi aspetto che la politica monetaria rimanga molto accomodante ancora per un certo tempo. La ripresa rimane fragile e la combinazione di un ampio gap produttivo e bassa inflazione suggerisce che i tassi di interesse rimarranno bassi”.

Il cross euro/dollaro si mantiene a cavallo della parità a quota 1,4507 dopo aver toccato un minimo poco sotto quota 1,45 (1,4497). Moneta unica europea che non ha reagito al balzo superiore alle attese della produzione industriale a novembre nell’Eurozona. L’Eurostat ha comunicato che la produzione industriale di novembre è salita dell’1% m/m nella Zona Euro (+0,8% m/m il consensus). Su base annua si registra un calo del 7,1% tra i Paesi aderenti la moneta unica e del 6,4% nell’Ue allargata.