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Ancora febbre spread nel giorno del vertice governo su manovra. Timori su Tria-Salvini e ‘vendetta’ Bce

Lo strategist di Commerzbank Christoph Rieger conferma che i movimenti del mercato sono dovuti alle preoccupazioni su una eventuale escalation delle tensioni tra il ministro dell’economia e il ministro dell’Interno …

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Bond italiani sotto attacco anche oggi, a conferma di come gli smobilizzi forsennati che si sono accaniti alla vigilia contro la carta italiana non siano stati una parentesi: protagonista la paura che la tensione Tria-Salvini cresca. Intervistato da Reuters, lo strategist di Commerzbank Christoph Rieger conferma che i movimenti del mercato sono dovuti alle preoccupazioni su una eventuale escalation delle tensioni tra il ministro dell’economia e il ministro dell’Interno e vicepremier  sulla forma che dovrà prendere la manovra per il 2019.

Secondo Rieger, gli investitori temono che la diversità di vedute sulla gestione del debito pubblico italiano porterà Tria a rassegnare le dimissioni, rendendo di conseguenza più probabile il ritorno alle urne. Questo, mentre il supervertice anticipato ieri da Il Sole 24 Ore dedicato su una prima discussione sulla legge di bilancio, si è svolto oggi, presieduto dal premier Giuseppe Conte. Presenti il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, il ministro dell’economia Giovanni Tria, il numero uno della Farnesina Enzo Moavero Milanesi, il ministro degli Affari europei Paolo Savona, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gian Carlo Giorgetti.

La febbre dello spread è salita anche oggi, con il differenziale BTP-Bund che è volato di ben 23 punti base nei massimi di seduta, balzando dai 245 punti base dell’inizio della sessione al record intraday di 268 punti, a fronte di tassi sui BTP decennali che hanno sfondato il muro del 3%, schizzando fino al 3,09%. Stessa dinamica per i tassi dei bond a due anni, che dall’1% sono saliti fino all’1,36%, per poi tornare all’1,1%. In media, sia i tassi dei bond a due anni che a cinque anni si sono impennati all’inizio della sessione di 25-27 punti base, testando i valori più elevati dall’inizio di giugno.

D’altronde, le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla necessità di abbassare le tasse, non fanno altro che confermare quanto l’approccio del leader della Lega sia distante rispetto a quello del ministro dell’economia, propenso invece a rispettare le regole di Bruxelles. Non che i rapporti tra Tria e Di Maio siano migliori.

Tutt’altro: basti pensare a quanto accaduto verso la fine di luglio, con il leader del M5S Di Maio che, stando al retroscena riportato da Il Corriere della Sera avrebbe perso le staffe in merito alle nomine per la Cassa depositi e prestiti, con il vertice dedicato al dossier che è pure saltato, lasciando il passo a un incontro riservato tra il premier Giuseppe Conte e il ministro.

Quella tensione è stata poca roba rispetto alla guerra di nervi che potrebbe essere combattuta da ora in poi, in vista della legge di bilancio: Di Maio vuole che le promesse elettorali che sono state tanto sbandierate dal suo partito si concretizzino. Lo stesso vuole Salvini, che ha promesso agli italiani anche una autunno di rivoluzione fiscale. I due leader vogliono dare prova di credibilità e trasformare quelle promesse di reddito di cittadinanza, flat tax, riforma pensioni in realtà.

“La flat tax e il reddito cittadinanza partiranno subito nella Legge di Bilancio”, ha detto Di Maio a Omnibus su La 7 a fine luglio, confermando a Il Corriere le sue priorità: “Ancora li dobbiamo conoscere i vincoli di bilancio… Ma deve essere chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax, insieme alla abolizione della legge Fornero sono emergenze sociali. Si devono realizzare“. Allo stesso tempo, il ministro ha tentato di minimizzare la tensione con Tria, ma con un aut-aut: “Non vedo incomprensioni con il ministro (Tria): c’è un contratto di governo ed è quello che dobbiamo seguire”.

Matteo Salvini oggi rilancia sulla necessità di tagliare le tasse e, intervistato da Sky, non lascia spazio ai dubbi su un approccio, il suo, che è sicuramente di politica fiscale espansiva.

Ma la domanda è sempre quella: dove si trovano i soldi? Si parla della necessità, da parte del ministro Giovanni Tria, di trovare 25 miliardi di euro – è quanto stima il Sole 24 Ore – per fare in modo che le proposte scritte nero su bianco nel contratto di governo M5S-Lega (reddito di cittadinanza, flat tax e anche riforma pensioni con KO più o meno parziale della legge Fornero) non rimangano nel limbo delle promesse.

Salvini risponde a domanda su rischio spread 400

Della situazione di stress finanziario che torna ad abbattersi sull’Italia parlano, tra gli altri, gli analisti di BNY Mellon nella nota “Italy Stresses Re-Emerge”, ovvero “gli stress dell’Italia riemergono”. Il timore è che la popolarità di cui gode sempre di più la Lega in Italia, confermata dai sondaggi, porti Salvini a tirare la corda il più possibile, sfruttando proprio l’occasione della legge di bilancio per il 2019 per mostrare i muscoli a Bruxelles (leggi Ue) e a Francoforte (Bce).

“Sembra ragionevole supporre che il ministro dell’economia Giovanni Tria sarà messo ancora più sotto pressione sul fronte delle spese, in quella che si preannuncia come una sfida contro le regole dell’Unione europea”, scrivono gli analisti di BNY Mellon.

Peccato che Salvini & Co. giochino con il fuoco, rischiando di scatenare anche l’ira della Bce.

La nota di BNY Mellon ricorda infatti l’intervista rilasciata dal numero due della Banca centrale europea Vitor Constancio allo Spiegel Online, a maggio.

Nell’intervista, il funzionario disse chiaramente che il sostegno che il mercato dei bond italiani sta ricevendo dalla Bce da Francoforte ha come condizione sine qua non il rispetto delle regole di bilancio Ue da parte del paese. Dunque la Bce di Mario Draghi potrebbe arrivare a staccare la spina all’Italia?

Nulla è escluso in quello che fin dall’inizio si era presentato come un braccio di ferro tra il neo governo e le istituzioni europee. Tra l’altro Salvini non sembra affatto intimorito dal trend dello spread.

Nell’intervista a Sky il ministro, alla domanda sul rischio di uno spread a quota 400 a settembre , ha risposto facendo riferimento agli investitori esteri, che”ci chiedono solo tempi certi per la giustizia e meno tasse“, senza mostrarsi allarmato per il trend del differenziale. Salvini ha sottolineato anche che “la manovra economica d’autunno non avrà tutto e subito, però ci saranno i primi passi di flat tax, di smontaggio della legge Fornero e di stralcio delle cartelle di Equitalia”.

Alle 13.40 circa ora italiana, è arrivata intanto la notizia della conclusione del supervertice sulla manovra. La riunione, indetta a Palazzo Chigi, e è durata più di due ore.