Ancora effetto Egitto sul petrolio. Per Goldman i rischi sono esagerati -2

Inviato da Micaela Osella il Lun, 07/02/2011 - 15:10
Ad influenzare i mercati è il timore che due rotte critiche per l'approvvigionamento, il Canale di Suez e l'oleodotto Sumed, attraverso i quali transita su territorio egiziano circa il 4,5% della produzione globale di greggio, possano essere interrotte a causa dei disordini. Sono oltre un milione i barili di greggio che transitano, infatti, ogni giorno dal Mar Rosso al Mediterraneo. La chiusura dell'oleodotto Sumed potrebbe, infatti, causare un'insufficienza di greggio, ma il mercato continua ad essere ben fornito, con scorte di alto livello. Gli analisti finanziari della banca americana Goldman Sachs sono ottimisti sull'andamento dei prezzi del petrolio: potrebbero scendere, affermano dalla banca d'affari, sostenendo che l'impatto delle crisi in Tunisia ed Egitto è stato sopravvalutato. Il Brent è suscettibile a temporanei cali del prezzo, visto che il rischio di un effetto domino delle proteste in Nord Africa appare basso. Di fronte ai recenti guizzi del greggi gli analisti di Goldman Sachs appaiono rassicuranti: le quotazioni potrebbero scendere visto che i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, principali esportatori mondiali di greggio, sono ricchi e hanno governi con relativa stabilità e consenso popolari.
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