E’ ancora effetto Bce: tassi bond Eurozona ai minimi settimane. Occhio a spread

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Prosegue sui mercati l’effetto Bce, dopo la pubblicazione da parte di Reuters di indiscrezioni, secondo cui l’istituto guidato da Mario Draghi avrebbe considerato eccessiva la reazione dei mercati al messaggio emerso nell’ultima riunione di marzo. Da allora, sono infatti aumentate le speculazioni su un rialzo dei tassi da parte della banca centrale anche entro la fine dell’anno. Ma la Bce, secondo diverse fonti, sarebbe rimasta colpita da tali reazioni e avrebbe di conseguenza intenzione di ripresentare, nella sua prossima riunione di aprile, l’impegno a sostenere una politica monetaria accomodante.

Gli effetti del report di Reuters non hanno tardato ad arrivare, e già ieri gli investitori sono tornati ad acquistare i bond dell’Eurozona, provocando così il conseguente calo dei rendimenti; vendite invece sull’euro e sui titoli bancari. Il trend prosegue anche nella sessione odierna. 

A zavorrare i rendimenti dei bond dell’Eurozona ai minimi in diverse settimane sono anche i dati relativi all’inflazione spagnola e allo stato tedesco della Sassonia. Nel primo caso, l’indice dei prezzi al consumo è salito a marzo del 2,1% su base annua, rispetto alle attese di un +2,7% di Reuters. In Sassonia, la crescita delle pressioni inflazionistiche è stata dell’1,8% a marzo, sempre su base annua, rispetto al +2,4% di febbraio.

Così ha commentato a Reuters Lyn Graham-Taylor, strategist della divisione di reddito fisso di Rabobank:

“Abbiamo avuto i dati di Spagna e di Sassonia, che indicano una debole inflazione, con numeri più bassi di quanto avessimo anticipato. E ieri c’è stato l’articolo della Bce: sono tutti fattori che sostengono gli acquisti dei bond”.

I tassi sui Bund decennali tedeschi scendono così al valore più basso in tre settimane, attorno allo 0,33%. Al minimo in tre settimane anche i tassi olandesi a 10 anni, mentre quelli decennali francesi sono scesi fino al minimo in quattro settimane, allo 0,91%. I tassi spagnoli a 10 anni sono scesi brevemente al valore più basso in un mese, all’1,62%, mentre nel caso dell’Italia, il lieve aumento dei tassi sui BTP decennali, al 2,14%, a fronte di un ribasso dei rendimenti dei Bund superiore al 3%, porta lo spread a salire attorno ai 180 punti base.

Commentando gli ultimi rumor sulla Bce, Martin van Vliet, strategist senior sui tassi presso ING, sottolinea:

“A mio avviso la Bce ha ritenuto che fosse il momento di intervenire, al fine di smorzare le speculazioni”. Missione compiuta, dal momento che i tassi del money market ora scommettono su una stretta monetaria da parte della Bce con una probabilità del 50%, in deciso calo rispetto al 70% dell’inizio di questa settimana. 

Sul forex, l’euro è intanto ancora sotto pressione attorno a $1,0740, mentre i titoli bancari mostrano una certa debolezza a Piazza Affari e in alcuni casi, come in quello di UniCredit, puntano verso il basso.