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Anche l’Italia ha la sua Dynasty: per Marchionne il controllo della Fiat non è a rischio

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La Fiat non è coinvolta nella guerra interna alla famiglia Agnelli. Tocca all’amministratore delegato Sergio Marchionne e allo stesso presidente Montezemolo intervenire sulla spinosa questione dopo la pubblicazione dell’atto di citazione con cui i legali della figlia dell’Avvocato, Margherita, mettono in dubbio la validità del patto successorio che nel 2004 consegnò a John Elkann il pacchetto del controllo del Lingotto. Dunque la lite sull’eredità dell’Avvocato potrebbe mettere in discussione la stabilità dei vertici del gruppo torinese? Marchionne risponde con una battuta: “Sono esagerazioni”. Poi spiega: “E’ un problema che si deve risolvere nella famiglia e la Fiat non ha assolutamente niente da dire. Sono cose in cui non c’entriamo per niente. L’azienda va bene, sono problemi che devono essere risolti altrove”.