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Anche i cinesi vogliono il loro Ambrogio, si riapre il caso Ferrero Rocher

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In vista del Natale i Ferrero Rocher scoprono il loro lato agrodolce. Sembrava tutto risolto per il cioccolatino dorato quando un anno fa appunto la Ferrero ottenne un’importante vittoria contro la contraffazione in Cina. L’Alta Corte di Nanchino aveva ingiunto alla società cinese Montressor di
porre fine alla produzione di cioccolatini impacchettati in modo identico a quelli del gruppo italiano. Il gruppo cinese venne condannato a pagare 87 mila dollari come indennizzo a Ferrero. Come riporta il Financial Times la questione non sarebbe però chiusa del tutto. La corte suprema di Pechino ha
infatti indetto per il 7 gennaio un’udienza che potrebbe riaprire il caso. Una mossa che è stata accolta con perplessità al gruppo piemontese che in una nota dichiara: “E’ tutto molto strano: in Cina esistono solo due gradi di giudizio e l’iter della causa Montresor era stato completato. Ma l’azienda sarebbe molto vicina al governo cinese, si spiegherebbe così la riapertura di un caso che era legalmente chiuso”. Ora il gruppo italiano dovrà rimettere al lavoro i propri legali per un continuare l’operazione che, secondo le stime del Financial Times, è già costata intorno agli 800 mila dollari.