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Ance: dal 2008 fallite oltre 11mila imprese, persi 690mila posti. I costruttori invocano un Piano Marshall

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Sono numeri drammatici quelli esposti oggi da Paolo Buzzetti, Presidente Ance, nella sua relazione all’Assemblea nazionale dell’Associazione nazionale dei costruttori edili. Dal 2008 il settore, “ridotto allo stremo”, ha visto fallire 11.200 imprese, con la perdita di 690.000 posti di lavoro. E il quadro potrebbe essere ancora più fosco se si considera che “si stima che 50-80.000 lavoratori attualmente sono in Cassa integrazione e potrebbero non essere reintegrate”.

“Il 28-30% delle aziende non sono in condizioni di reggere un altro anno per mancanza di liquidità”, ha proseguito il Presidente, spiegando che “rispetto al 2007 il credito a sostegno delle imprese del settore è diminuito di 77 miliardi”.

In questa situazione, con il mercato della casa praticamente fermo e l’acquisto di nuove abitazioni da parte delle famiglie che ha subito un crollo di 74 miliardi rispetto a sei anni fa, vanno bene i primi passi delgoverno – ecobonus e prima tranche di pagamenti della Pa – “ma non basta”.

“E’ necessaria una terapia shock per salvarci dalla deindustrializzazione”, un “Piano Marshall per la ripresa”, dice il presidente Ance: pagare subito tutte le imprese,rivedere l’Imu e ridare credito a famiglie e imprenditori, fare ripartire l’edilizia popolare, rilanciare le infrastrutture e allentare il patto di stabilità per scuole, manutenzione e sicurezza.

Idea, quella di un Piano Marshall per l’Italia e per la ripresa, che viene condivisa anche dal vice presidente e commissario all’Industria della Commissione europea, Antonio Tajani.

”Condivido la vostra idea di un Piano Marshall che parta proprio dagli investimenti in infrastrutture e costruzioni – ha detto ai costruttori italiani Tajani, aggiungendo il suo favore- all’utilizzo su larga scala dei Project bond che, attraverso garanzia dal bilancio Ue, possano attirare investimenti privati con un considerevole effetto leva”.