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Anas: Pozzi lascia, ma ribadisce gestione corretta

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Nuovo capitolo dello scontro Di Pietro-Pozzi. Sarà la magistratura a accertare se le accuse del ministro delle Infrastrutture nei confronti dell’Anas, circa la gestione dei residui passivi, siano fondate. Intanto non ci sarà alcun commissariamento. Ieri il consiglio di amministrazione della società, incluso l’amministratore unico e presidente Vincenzo Pozzi, ha rassegnato le proprie dimissioni che scatteranno dall’approvazione del bilancio prevista per il 20 luglio. Prima però si è tolto lo sfizio di confutare una per una le tesi di Di Pietro approvando la relazione sull’individuazione e rappresentazione dei residui passivi dal 18 dicembre 2002 al 31 dicembre 2005, proprio il periodo incriminato secondo l’ex pm. Questo documento, ha detto Pozzi, “conferma la corretta e trasparente gestione aziendale in merito all’utilizzo e riallocazione dei residui passivi e la completa copertura dei lavori che sono stati oggetto dell’attenzione del ministro vigilante”. L’amministratore aggiunge anche che “una grande azienda a capitale pubblico può lavorare solo se esiste un rapporto di fiducia con il proprio ministro vigilante e con l’azionista”. Intanto Anna Donati, presidente della commissione Lavori Pubblici al Senato, ha annunciato il via libera all’indagine conoscitiva sulla gestione dell’Anas e sull’intero sistema delle concessioni autostradali in Italia.