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Analisti scommettono sul calo dell’eurodollaro

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Seconda seduta consecutiva all’insegna della debolezza per il cambio eurodollaro che dopo esser salito ieri ai massimi da inizio anno a 1,3772 attualmente passa di mano a 1,3710. Nell’ultimo mese l’incrocio ha evidenziato un incremento superiore al punto percentuale mentre il saldo trimestrale evidenzia un +2%.

Nonostante l’andamento positivo delle ultime settimane, per JP Morgan è arrivato il momento delle vendite. Secondo la banca statunitense l’incrocio si sta pericolosamente avvicinando alla zona di resistenza compresa tra 1,3795/1,3822 e 1,3880/93 destinata a bloccare l’attuale fase rialzista. “Il trend ribassista dovrebbe approdare a 1,3436 con forti possibilità di estendere il movimento a 1,3104/01”.

Cross da shortare anche per Citi. “Se i dati relativi le vendite di nuove case di venerdì non saranno particolarmente deludenti, in parte un risultato sotto le stime è già prezzato, l’eur/usd è vicino a un picco”.

Tre sono in particolare le ragioni che guidano la view di Citi e riguardano tutte la moneta unica. Primo, “l’incertezza relativa la fine del piano di sterilizzazione degli acquisti di titoli potrebbe continuare […] e questo è destinato a contenere le risalite dell’euro”.

Secondo, “la prossima settimana con i dati relativi la massa monetaria M3 arriveranno nuove indicazioni sul ‘credit crunch’ europeo e questo potrebbe evidenziare la necessità di nuove misure della Bce”. Terzo e ultimo punto è la cautela degli investitori in vista dei dati preliminari relativi l’inflazione europea della prossima settimana”.