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Analisti restano positivi sulle prospettive di Piazza Affari. Spread e rischio politico guideranno il mercato

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La view degli analisti sull’azionario italiano rimane positiva nonostante negli ultimi giorni siano riaffiorati i timori su un rallentamento economico in Cina e sui debiti sovrani della Periferia europea. “La Bce e la Fed hanno dato due forti scosse al mercato che, abituato allo schema ormai consolidato da due anni di rally e sell-off, è stato colto completamente di sorpresa”, scrive Equita nel suo “Monthly Report” aggiungendo che il posizionamento molto difensivo dei fondi, in particolare in Europa, “ha scatenato una gara ad inseguire gli indici”.
 
Per quanto riguarda la prossima “earning season” le prospettive, secondo la sim milanese, non sono brillanti e “soprattutto nel Vecchio Continente c’è da attendersi revisioni al ribasso nei settori ciclici. Tuttavia l’esperienza passata dimostra che lo spread è il leading indicator da guardare nell’attuale contesto“. Spread ma non solo, visto che i broker hanno iniziato da qualche settimana ad analizzare la situazione politica del Belpaese.

Il fronte politico, a detta di Intermonte, continuerà a mantenere un ruolo centrale visto che “la situazione in Italia è ancora poco chiara e, nella nostra view, la possibilità di un Monti-bis sta diventando lo scenario più apprezzabile“. La asset allocation “bullish” rimane invariata rispetto a metà settembre, quando il broker era tornato più selettivo sul comparto bancario e aveva tagliato il giudizio su Unicredit e Bper dopo il rally di agosto.

Gli esperti di Intermonte hanno però cambiato la loro preferenza tra i diversi settori della Borsa di Milano. “Siamo diventati positivi sulle telecom ai danni degli industriali e sulle utilities a discapito delle banche“, spiegano gli analisti che restano neutrali sul comparto assicurativo e sul settore dei beni di consumo, mentre mantengono una visione negativa sui petroliferi e sui media.
 
La scorsa settimana anche Citigroup si era soffermata sulle prospettive dell’azionario italiano e, in particolare, sulla situazione politica tricolore. “Mentre gli investitori potrebbero chiedere se è arrivata finalmente l’ora di tornare a sovrappesare l’Italia – aveva scritto la banca Usa -, noi predichiamo tanta pazienza visto che il rischio politico potrebbe subire un’escalation prima delle elezioni del 2013.

Citi scorgeva anche qualche spiraglio di luce. “Se tutti i pezzi del puzzle politico andranno al loro posto – aveva scritto il broker – noi pensiamo che l’azionario italiano, che tratta circa il 60% in meno rispetto ai livelli del 2007, possa offrire un potenziale per ritorni impressionanti dopo anni di sottoperformance“.

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