Analisti concordi: la corsa del dollaroyen non è terminata

Inviato da Luca Fiore il Mer, 12/11/2014 - 18:03




Aggiornati i massimi da oltre 7 anni in quota 116,1¥, torna a scendere l'incrocio tra il biglietto verde e la divisa nipponica. La correzione è stata innescata dalle stesse ragioni che avevano spinto il cross a livelli che non si vedevano dall'ottobre del 2007: le elezioni anticipate e l'incremento dell'aliquota Iva. Prima un portavoce dell'esecutivo ha smentito l'ipotesi di tornare alle urne a dicembre e di rinviare il rialzo dell'imposta sul valore aggiunto, poi il chairman della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, nel corso di un audizione parlamentare ha rimarcato l'ineludibilità delle misure di consolidamento fiscale.  



Nonostante le smentite ufficiali, gli operatori scommettono sul rinvio del nuovo incremento dell'Iva. "Cancellare il previsto aumento fiscale equivarrebbe a nuovi stimoli", si legge in una nota preparata da Bnp Paribas. Secondo gli analisti dell'istituto francese sono in arrivo "nuove misure espansive, sia dal fronte fiscale che da quello monetario, che continueranno a indebolire lo yen". Per fine 2015 il cross usd/jpy è stimato a 124, "e, alla luce delle nuove misure di stimolo della BoJ, l'incrocio potrebbe spingersi a livelli ancora più elevati".



Indicazioni "bullish" anche dalla statunitense Morgan Stanley che, viste le misure della BoJ, del possibile incremento dell'esposizione all'azionario e all'obbligazionario estero da parte del GPIF (Government Pension Investment Fund) e dei toni meno "dovish" della Federal Reserve, avverte "un rischio crescente che il dollaro/yen si spinga prima del previsto verso il target fissato a 120". Un freno alla crescita del cross potrebbe arrivare dal calo della propensione al rischio "capace di zavorrare la crescita del cambio".



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