Analisi: la moda di comprare imprese (fondionline.it)

Inviato da Redazione il Gio, 17/11/2005 - 10:27
Il controllo di imprese quotate sui listini azionari è stato uno dei motori del mercato nel corso del 2005. Il fenomeno può essere descritto come un forte flusso di domanda di titoli di rischio, differente dalla normale domanda che si rivolge ai mercati day by day. Indipendentemente dal tipo di domanda, si tratta pur sempre di un flusso di denaro che coinvolge i singoli titoli e si riflette sulle loro quotazioni.

Gli effetti rialzisti sul prezzo sono più intensi per le società a piccola e media capitalizzazione ( dove basta mettere insieme il denaro a disposizione di un venture capital con un pugno di grandi fortune personali). Com'è noto, molto più complicato è l'acquisto di pacchetti di controllo di società ad elevata capitalizzazione. Le ottime performance offerte negli ultimi anni dai fondi specializzati nel segmento dei titoli small e medium cap, supportano tale trend.

Questa avidità 'compratrice' obbedisce, secondo i dati contenuti nei numerosi report dedicati al fenomeno e ai singoli casi aziendali, alla constatazione che il rendimento di Borsa è ancora oggi superiore al costo del capitale. In siffatta condizione, risulta redditizio chiedere denaro in prestito per spenderlo in operazioni che portano al controllo di un'impresa.

Si suppone che chi abbia una forte disponibilità di capitali prenda delle decisioni economicamente razionali, invece di, semplicisticamente, seguire a ruota il comportamento di chi oggi scommette sul capitale di rischio allo stesso modo di quanto accaduto nel recente passato per gli hedge fund. Tutti i grandi flussi di investimento, speculativi o modaioli che siano, hanno comunque la base in fattori razionali.

Nel tema in questione, il capitale di rischio rappresenta il carburante economico che rende, per ora, solido il trend in atto. I rischi derivanti da un'eventuale frenata del trend descritto, vengono accompagnati da altri fattori che non sono stati ancora percepiti in pieno dagli investitori. L'attuale tendenza al rialzo dei tassi di interesse, tanto nel breve che nel lungo termine, rappresenta una minaccia di pari grado rispetto alla frenesia che caratterizza l'acquisto di azioni per il controllo delle imprese.

La questione di fondo per gli investitori è sempre la stessa, quello che gli anglosassoni chiamano timing: sapere quando il prossimo cambiamento del trend determinerà un netto calo delle performance realizzabili attraverso le operazioni di acquisto di pacchetti di controllo di società quotate in Borsa e, conseguentemente, della redditività dell'investimento in titoli di rischio.

Fino a questo momento, sembra proprio che i buoi che trainano il carro siano ancora freschi, vale a dire, che ci sia ancora un ammontare di liquidità in eccesso alla ricerca di un'occupazione. Ma come tutti i trend che alimentano il mercato azionario, anche questo non sarà per sempre. A cura di fondionline.it

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