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Amga-Aem To: trovato l’accordo tra sindaci, nuova holding avrà sede a Torino

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Arriva finalmente la stretta di mano tra i sindaci di Genova Giuseppe Pericu e di Torino Sergio Chiamparino sull’annosa questione dell’integrazione tra Amga e Aem Torino, il cui progetto dovrebbe quindi partire ufficialmente. Secondo quanto risulta a Finanza.com, infatti, si è trovata l’intesa politica sui punti caldi da tempo in discussione, come la governance e le azioni eccedenti il 51% del capitale del comune piemontese in Aem To. I due esponenti politici delle due municipalizzate si sono incontrati oggi nella centralissima via Garibaldi della Città della Lanterna dove hanno discusso delle prime bozze presentate dagli advisor Ubm per Amga e Banca Imi per Torino. Secondo le prime indiscrezioni raccolte sarebbero state decise le deleghe da assegnare a presidente e amministratore delegato: il primo potrebbe essere anche “indipendente” ma sulla questione se ne discuterà in seguito e qualora fosse così verrebbero designati due a.d.. Così come si discuterà in un altro momento delle persone da designare a questi incarichi. Dovrebbe essere mantenuto anche il voto di lista e il numero dei consiglieri dovrebbe essere pari a 12, di cui 10 nominati dalla finanziaria di controllo che sarà alla testa del nuovo gruppo. Prevista in cda anche la maggioranza qualificata (8-9 consiglieri su 12) su alcune questioni strategiche. L’operazione di integrazione, secondo quanto risulta a questa testata, dovrebbe passare per la creazione di una finanziaria posseduta pariteticamente dai due Comuni; questa holding avrebbe poi il possesso del 51% della nuova società quotata frutto della fusione per incorporazione di Amga in Aem Torino. Un altro nodo da sciogliere era quello dell’eccedenza di azioni Aem To in mano al comune di Torino rispetto a quelle Amga in mano a Genova. Alla giunta di Chiamparino fa capo infatti il 69,145% di Aem, di cui il 18% tramite la Finanziaria città di Torino; Amga è posseduta al 51,01% dalla Lanterna. Una problematica di differente “peso specifico” che si aggiungeva a quelle del concambio per la fusione. La decisione presa sarebbe quella di “congelare” una parte delle azioni che il comune di Torino avrebbe in più post-fusione in modo da mantenere l’equilibrio nella finanziaria a monte. Queste azioni, forse proprio il 18% posseduto tramite la Finanziaria città di Torino, non sarebbero conferite alla holding che controlla la quotata, ma dovrebbero essere trasformati in titoli risparmio e il comune della Mole non potrebbe cederle per i prossimi due anni: al termine di tale scadenza il Comune di Torino avrà facoltà di procedere a vendere tali titoli secondo le modalità che riterrà più convenienti sempre nel limite dato dallo Statuto del possesso di terzi del 5%. Alla Holding Finanziaria sarà concesso un diritto di prelazione. Per quanto riguarda il concambio un ipotesi potrebbe essere quella di 16-17 azioni Amga ogni 10 Aem Torino, ma il numero preciso è ancora al vaglio degli adviser. Infine la sede della holding e della società quotata: dovrebbero essere tutte e due a Torino ma in luoghi differenti.